4 Ottobre 2008

QUATTORDICI imputati alla sbarra

QUATTORDICI imputati alla sbarra: il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici sono a giudizio per l’inchiesta sull’inquinamento atmosferico da Pm10 e biossido di azoto nel territorio del capoluogo toscano a partire dal 2005. A processo anche i sindaci, in carica o ex, di Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano, gli assessori all’ambiente, anche loro in carica o ex, di queste amministrazioni e del Comune di Firenze e l’ex assessore regionale all’ambiente Marino Artusa. Le accuse sono di ‘getto pericoloso di cose’, con riferimento alle emissioni di gas nell’aria e ‘rifiuto di atti d’ufficio’. La Procura ha contestato agli amministratori, di aver disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento di sostanze inquinanti e di non aver adottato provvedimenti e misure per la tutela della salute dei cittadini, nonostante il flusso di dati di rilevamento della qualità dell’aria imponesse di provvedere con urgenza e senza indugio. Ieri mattina in piazza San Firenze davanti al giudice Francesco Maradei, presidente del collegio giudicante, si è aperto l’iter processuale con l’udienza di smistamento. Ovvero, quella durante la quale vengono fissate le date della prossime udienze, esaminate e risolte, quando possibile, le questioni procedurali preliminari. E così è stato. C’era da valutare l’ammissione del Codacons Toscana (l’associazione dei consumatori) che aveva chiesto di potersi costituire parte civile per i cittadini. Il tribunale ha accolto la richiesta. Il tribunale è poi passato a esaminare la lunghissima lista dei testimoni di cui le difese richiedevano l’ammissione, una valanga di personaggi sia politici che tecnici. Qualche nome preso a caso nelle liste testi: l’ex ministro Tommaso Padoa Schioppa, Walter Veltroni, Giulio Tremonti, Silvia Prestigiacomo, Altero Matteoli, l’ex ministro Pierluigi Bersani, Sergio Chiamparino, sindaco del capoluogo piemontese, Galan, Bordon, il presidente della provincia autonoma di Trento e così via. Il pubblico ministero dal canto suo aveva proposto al tribunale un elenco di 12 consulenti tecnici che avevano svolto studi sulle polvere sottili oltre a una ventina di testimoni. Se il tribunale avesse dovuto ascoltare tutti il processo avrebbe avuto una lunghezza biblica, così il collegio giudicante ha ‘tagliato’ drasticamente gli elenchi. Non nei nomi, ma nel numero: ogni legale cioè potrà produrre al massimo una trentina di testimoni per parte, mentre il pubblico ministero, alla prossima udienza già fissata per il 7 novembre, comunicherà le 20 persone che il tribunale ha deciso di ammettere. In totale comunque sfileranno davanti ai giudici almeno 140 persone. L’accusa è rappresentata nel processo dal sostituto procuratore Giulio Monferini. Il calendario delle udienze è piuttosto serrato e arriva alla fine di febbraio 2009.

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