Quasi un cittadino su due non ha fatto la spesa
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fonte:
- La Sicilia.it
I consumatori non ci stanno. Secondo le stime fornite dal CODACONS, oltre il 40% dei siracusani ha partecipato allo sciopero della spesa, astenendosi dall`effettuare almeno un acquisto. Nella classifica delle astensioni Siracusa si pone al quarto posto in Sicilia, dopo Palermo (52%), Catania (48%) e Messina (42%). L`adesione alla protesta si è rivelata superiore alle aspettative ed ha colpito maggiormente i supermercati ed i negozi d`abbigliamento. Il segnale che le massaie, e, perchè no, anche i massai aretusei, hanno inviato al governo e ai commercianti è di quelli che, si spera, lascino il segno. Ed è stato sufficiente dare un`occhiata in giro per rendersi conto che si è acquistato di meno, anche se una astenzione totale dalle spese era impossibile, ed in molti casi l`esigenza di acquistare ha vinto sulla necessità di risparmiare.
Le scene viste nei supermercati ed in altri esercizi commerciali non lasciano adito a dubbi: le famiglie continuano a spendere anche se hanno voluto simbolicamente rinunciare a qualcosa. E così sembra che non siano passati inosservati tutti i consigli che erano stati elargiti, nei giorni passati, dalle associazioni e che invitavano i cittadini a non ordinare al bar il sacro caffè del mattino e a non acquistare tabacchi e generi alimentari. Sacrifici troppo grossi, direbbe qualcuno, ma che altri sono riusciti a fare pur di non darla vinta agli speculatori. Molti altri hanno comunque fatto spesa e colazione al bar, senza patemi d`animo, all`insegna del “vorrei scioperare ma preferisco vivere ed acquistare anche a costo di pagare qualcosa in più“.
I pareri sentiti in giro per la città dimostrano che i consumatori, pur riscontrando aumenti superiori alla norma, non possono o non vogliono rinunciare a mettere nel paniere personale i prodotti ai quali si sentono più legati e di cui hanno, più o meno, assoluto bisogno. Gli impiegati dei grandi supermercati, dal canto loro, affermano che la giornata è una come tante altre, non notando alcun calo nè di vendite nè di affluenza. Segnalazioni e lamentele accomunano, ad ogni modo, scioperanti e non. Un carrello colmo di sacchetti precede la signora Martinez, la quale afferma di spendere troppo rispetto al passato e di aver sentito qualcosa a proposito di una protesta contro il caro-prezzi ma di averla dimenticata poco prima di entrare al supermercato e di essere stata quasi obbligata a comprare i prodotti usuali, avendo comunque rinunciato, senza una ragione particolare, all`acquisto di un pacco di biscotti e forse “di qualche bottiglietta di succo di frutta“.
Sbotta invece di rabbia una massaia, la signora Salamone: “Avrei voluto scioperare e non acquistare nulla, ma il maltempo di ieri mi ha costretto ad effettuare la spesa proprio oggi“. La consumatrice attacca le case produttrici ed i venditori di prodotti per i neonati, sottolineando come sia divenuto quasi impossibile reperire, a prezzi ragionevoli, prodotti fondamentali per la crescita come l`omogenizzato, più caro nei discount che nelle farmacie. Altri cittadini in giro per lo shopping giornaliero si sono dichiarati all`oscuro dello sciopero oppure non interessati.
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