27 Febbraio 2007

Quasi tutte le compagnie hanno alzato il prezzo della benzina

Benzina, nuova raffica di rincari

Le compagnie si accodano all`Agip; aumenta anche il gasolio




MILANO. Quasi tutte le compagnie hanno alzato il prezzo della benzina. Aveva cominciato l`Agip nei giorni scorsi e, fra sabato e ieri, altre società si sono accodate. Adesso la verde arriva a costare 1,243 euro al litro mentre il gasolio per auto tocca quota 1,119. In questo modo diventa più caro fare il pieno: il costo di un rifornimento completo per un`auto di cilindrata medio-alta si aggira sui 62 euro e 15 centesimi. Nella tabella dei prezzi consigliati, il livello massimo (appunto 1,243) è toccato dalla Q8. Seguono Total, Tamoil, Shell, Ip, Esso e Api a 1,239. Il prezzo più basso è praticato dalla Erg (che nei giorni scorsi ha tagliato 0,005 euro al litro) a 1,215. Il tutto avviene mentre il prezzo del petrolio accelera e sale a 61,61 dollari al barile (+0,8 per cento sulla chiusura di venerdì). Il rincaro viene spiegato dalle tensioni continue fra Onu e Iran (secondo maggior produttore Opec) e in previsione di un calo delle scorte di carburanti negli Usa. Prezzi in rialzo anche al mercato di Londra, dove il Brent ha segnato un aumento dell`1% a 61,48 dolalri al barile. I rincari provocano la protesta delle associazioni di consumatori. Il Codacons chiede l`intervento della Guardia di Finanza nelle sedi delle compagnie petrolifere “per verificare se gli aumenti degli ultimi due giorni sono giustificati o meno“. “Si tratta di aumenti – dice il presidente Carlo Rienzi – che determinano maggiori esborsi per gli automobilisti pari a circa 30 euro annui, senza contare che per ogni centesimo di aumento del prezzo dei carburanti lo Stato incassa 20 milioni di euro in più“. Adusbef e Federconsumatori, invece, chiedono un`accelerata all`indagine già decisa dall`Antitrust. Non solo, ma chiedono al governo norme che permettano controlli, verifiche e sanzioni per chi utilizza “mezzi speculativi su prodotti fondamentali, utili all`economia del Paese“. Non si fa attendere la risposta dell`Unione petrolifera. “Sui prezzi – dice un comunicato – pesano le tensioni geopolitiche, la ripresa delle quotazioni del petrolio e una serie di problemi di raffinazione“. “La benzina – sostengono ancora all`Up – costa 600 dollari a tonnellata e questo avrebbe creato lo spazio per aumenti dei prezzi al consumo ben superiori a quelli trasferiti, negli ultimi giorni, sui listini dalle compagnie. E di prezzi della benzina si parlerà oggi a Palazzo Chigi dove una riunione era già stata fissata con gestori e petrolieri. Al di là delle imposte, il prezzo delle benzina in Italia è molto più alto che nel resto d`Europa. La differenza si muove in una forbice che va da 0,26 a 0,50 euro al litro. “Vedremo che cosa avranno da dirci i petrolieri“, sostiene Umberto Carpi, consigliere per l`energia del ministro per lo sviluppo, Pierluigi Bersani. Con i benzinai, che vorrebbero scioperare per 14 giorni, si parlerà invece della razionalizzazione della rete distributiva.

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