Quasi due cause al giorno contro la città delle buche
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fonte:
- La Stampa
Ma nel 70% dei casi vince il Comune. Il costo per risolvere le controversie è di 138 mila euro
La Circoscrizione 5 ha le strade peggiori di tutti e abbiamo solo 12 mila euro di budget Ciclisti e anziani le categorie più battagliere Il bilancio non ci dà tanto spazio di manovra Paola Bragantini ma Torino non è certo Beirut Maria Grazia Sestero Il dato assoluto ha del sorprendente. Ancor più se paragonato a quanto accade in un`altra metropoli, ben più estesa e trafficata: Milano. Eppure le cifre diffuse dall`avvocatura del Comune non scherzano: la città-groviera produce 678 richieste di risarcimento l`anno (183 soltanto fino a maggio). Il che, tradotto, significa che ogni giorno più o meno due o tre persone decidono di far causa all`amministrazione perchè hanno “inciampato“ – a piedi o anche in moto oppure in auto – su un manto d`asfalto trasformato in trappola. Per uno che si rivolge all`avvocato – affrontando una lunga trafila burocratica, questo va da sè – il buon senso dice che ce ne sono parecchi altri che tornano con la loro bella slogatura a casa e se ne stanno zitti. Ma il dato diventa ancor più clamoroso se affiancato a quello di una città come Milano il cui suolo pubblico è più esteso e certamente più trafficato. Sotto la Madonnina si fa una sola – si fa per dire – denuncia al giorno “causa asfalto groviera“. E a Palazzo Marino già le considerano tante. “Non tutti coloro che fanno causa naturalmente la vincono – spiegano all`avvocatura del Comune di Torino – la proporzione di coloro che nel 2007 hanno fatto causa e il tribunale ha dato loro ragione è del 30-35 per cento. Per un costo totale di 138 mila euro“. Più o meno dieci volte il budget a disposizione della presidente della circoscrizione 5 (Madonna di Campagna, Borgo Vittoria- Lucento-Vallette) Paola Bragantini che il nuovo “Catasto del Suolo Pubblico“ definisce la Cenerentola dei quartieri, stando alla qualità dei suoi marciapiedi e del suo asfalto. E pensare che le rilevazioni sono state fatte qualche mese fa. Se i tecnici del Comune che hanno provveduto a stilare questo fine monitoraggio si muovessero ora, dopo un mese ininterrotto di pioggia, chissà che quadro drammatico verrebbe fuori. “E` vero, è piovuto molto, ma chiariamo subito: Torino non è Beirut, insomma, il suo asfalto e i suoi marciapiedi non sono ridotti a una groviera – reagisce l`assessore Sestero – non lasciamo neppure i presidenti di circoscrizione nella situazione di non avere più i soldi per riparare danni così grandi da poter rovinare la vita ai cittadini“. Incalza: “Certo, il bilancio è quello che è alla voce manutenzione. All`inizio ho chiesto all`assessore Passoni di mettere a bilancio tre milioni di euro da destinare ai quartieri. Questa cifra è scesa a 2 milioni e mezzo. E comunque si tratta di quasi un milione di euro in più rispetto a quanto è stato calcolato per dare avvio agli appalti in un primo tempo“. Sarà, ma intanto i cittadini su questo asfalto rischiano spesso di lasciarci l`osso del collo (non parliamo dei motociclisti) e non soltanto in periferia: e si rivolgono massicciamente al Codacons. Facendo un giretto anche nel salotto cittadino si possono scoprire – in vari punti delle vie più centrali e battute dai mezzi pubblici – cubetti di porfido sollevati, dune e voragini sui percorsi tranviari, catrame collassato su se stesso. Insomma, le strade di Torino sono esauste: rattoppate come vecchi vestiti, quando avrebbero bisogno di un intervento a dir poco strutturale. Ma quali sono gli incidenti più comuni che accadono a chi si avventura sull`asfalto-groviera? In testa alla classifica di chi sporge denuncia ci sono i ciclisti che rappresentano un buon 30 per cento delle cause. Seguono gli automobilisti, 45 per cento, che magari sopra una buca mal segnalata ci lasciano la coppa dell`olio, resta un bel 25 per cento di pedoni che se si rivolgono all`avvocato lo fanno perchè per colpa del Comune sono finiti al Pronto Soccorso. Sempre secondo le statistiche sono loro che vincono di più le cause. Forse perchè sono i più arrabbiati.
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