Quasi diecimila sulla scia di Scanzi
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fonte:
- Corriere di Arezzo
Altri 1.450 aretini sulle orme di Andrea Scanzi. Puntano come lui ad una dose di vaccino avanzata ma non è detto che centrino l’obiettivo come il giornalista. La panchina dei cosiddetti riservisti è sempre più affollata: uniti a quelli di ieri, gli aspiranti immuni ora galoppano verso le cinquemila unità (4.750 in tutta la Asl verso 10 mila (9.500 Un esercito di cittadini sospinti dalla speranza di prendere il posto di qualcun altro che ha rinunciato alla fiala anti Covid. L’impatto mediatico del caso Scanzi ha fatto da traino ad una lista messa compiutamente in campo (on line) dalla Asl Toscana sud est solo all’indomani dell’iniezione ricevuta da Scanzi venerdì 19 marzo al Centro Affari con annuncio social successivo. L’altra sera nel programma Cartabianca (Raitre) condotto da Bianca Berlinguer, Scanzi ha ripercorso le tappe della vicenda che gli ha procurato schizzi di “melma” un trattamento da “serial killer”. Ha ricevuto solidarietà dal ministro della sanità Speranza, dal sottosegretario Sileri e altri. Ma l’ondata di “m… è stata di proporzioni rilevanti. “salto della fila” (così definito da Maria Elena Boschi) lo ha infilato in un ginepraio assai scomodo anche a chi vive di salaci polemiche. Amareggiato in particolare per gli attacchi rivolti ai genitori, di cui ha citato gli effettivi problemi di salute, Andrea Scanzi ha cercato di ribaltare la lettura data dai detrattori: macché “furbetto” casomai “demente del vaccino”. Come a dire, me la sono andata a cercare. Non è mancato pure un botta e risposta con il ollega Peter Gomez del Fatto. Scintille sotto lo stesso tetto. Tema: ego e Covid. Ma se nella prenotazione sulla lista dei riservisti, che all’inizio era ancora cartacea, sull’iter seguito si annidano possibili reati penali, è prematuro saperlo. Il fascicolo aperto dal procuratore Roberto Rossi a ieri non era ancora assegnato ad un magistrato per gli approfondimenti del caso sulla base della prima relazione dei carabinieri. Quindi ancora né indagati né contestazioni. Sotto il profilo giudiziario il Codacons ieri ha cannoneggiato. Presentato un esposto, si legge in un comunicato dell’associazione che chiama in causa l’Asl Toscana sud est e la Regione Toscana. Si chiedono verifiche sulla correttezza della procedura seguita per la vaccinazione di Scanzi rispetto a tempi, modalità e requisiti (riferiti ai genitori). Scanzi pubblicamente, sul punto, ha dichiarato di non vivere in casa con i genitori e di non prestare loro assistenza continuativa come caregiver. tuttavia figlio unico di persone con problemi di salute. Scanzi, per fare da testimonial della necessità di vaccinarsi al di là delle ingiustificate paure, si era palesato al proprio medico fin dal 26 febbraio, quindi era in nota alla Asl, disponibile a ricevere una dose rifiutata, come auspicato dal generale Figliuolo per non disperdere il prezioso antidoto. Codacons ha annunciato anche di voler denunciare all’Ordine dei giornalisti Bianca Berlinguer, “per aver messo il servizio pubblico a disposizione di Andrea Scanzi” per quella che viene definita “una difesa privata e senza contradditorio”.
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