“Quartieri a luci rosse” proposta shock di Marino
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fonte:
- la Repubblica
FEDERICA ANGELI IL SINDACO Marino dice sì ai quartieri a luci rosse. Lo ha annunciato ai microfoni di Radio Radio salvo poi specificare che «non è una decisione del sindaco, che non può fare leggi che influenzano la prostituzione ». Niente di nuovo sotto il sole. Il primo cittadino torna infatti su una questione che ciclicamente è stata affrontata da suoi predecessori alle prese con una città in cui la prostituzione «incide sia sul decoro, sia sul disagio di interi quartieri, cosa che non può più essere tollerata », ha affermato via etere Marino. Già detto anche questo. Tanto che due anni fa, proprio sulle pagine di Repubbli-ca, esplose il caso “quartieri a luci rosse”: il racconto dei cittadini – dall’ Eur alla Prenestina – stanchi di lucciole e trans sotto casa che volevano una soluzione al problema. Nulla si risolse allora con Alemanno che optò per un decreto che imponeva alle prostitute di non indossare la minigonna e di multare i clienti. E, per stessa ammissione di Marino che ha espresso un parere nella consapevolezza di non poter entrare nel merito della questione, nulla cambierà oggi. Ad appoggiare però il primo cittadino con la zonizzazione della capitale è il Codacons. «È giunto il momento di dire basta all’ ipocrisia – afferma il presidente Carlo Rienzi – le strade di Roma sono piene di oscenità, in bella mostra davanti agli oc- chi dei bambini, a tutte le ore del giorno. Attraverso un quartiere a luci rosse sarebbe possibile non solo eliminare situazioni di estrema volgarità, ma anche ristabilire l’ ordine pubblico attraverso controlli da parte dell’ amministrazione. Le prostitute, inoltre, godrebbero dei necessari controlli medici, e sarebbe addirittura possibile tassare i loro introiti. Non si può più fingere che il fenomeno non esista – prosegue Rienzi – e la soluzione proposta da Marino, peraltro già ampiamente adottata con successo all’ estero, ci sembra il modo migliore per affrontare un problema così delicato». Ed è subito polemica. «Vorrei chiedere al presidente del Codacons che senso abbia appoggiare una proposta chiaramente irrealizzabile in quanto in netto contrasto con le leggi di questo Paese», dice il vice presidente dell’ assemblea capitolina, Giordano Tredicine. «È vero – prosegue – che il codice penale non sanziona la prostituzione ma solo lo sfruttamento, però, se come dice Rienzi, con i quartieri a luci rosse autorizzati sarebbe possibile tassare gli introiti delle prostitute, lo sfruttatore, in questo caso, diverrebbe lo Stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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