22 Dicembre 2011

Quaranta scuole ?pollaio’ nella lista nera del Ministero  

Quaranta scuole ?pollaio’ nella lista nera del Ministero
 

QUASI quaranta edifici scolastici con aule ?fuorilegge’ nella provincia di Fermo. Eccola, la black list stilata dal Ministero dell’ Istruzione nel Piano nazionale per le messa in sicurezza delle scuole italiane. Il documento è stato diffuso in questi giorni dal Codacons, promotore della class action contro le classi pollaio che, in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato, ha «costretto il ministero a redigere e pubblicare il piano». Un lungo elenco: oltre 13.500 istituti scolastici, divisi per regioni, «le cui aule sono classi pollaio, ossia non possono ospitare in base alle loro dimensioni un numero eccessivo di studenti», spiega il Codacons. Ma quali sono i parametri in base ai quali una classe può essere definita pollaio? Dettaglia il Codacons: «classi con più di 25 alunni; aule di dimensioni inferiori a 45 metri quadrati netti (48 per le superiori), più altri due per ogni persona presente in aula diversa dall’ alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno, compresenza), e con un numero di alunni superiore a 25». E ancora: «classi formate con un qualsiasi numero di alunni ai quali non vengono garantiti gli indici minimi di 1,80 (materne, elementari e medie) e 1,96 (superiori) metri quadrati netti pro capite; classi formate da più di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 metri quadrati netti». L’ ELENCO, allegato alla nota che il direttore generale del Ministero ha inviato al Tar del Lazio, comprende più di 400 istituti scolastici marchigiani. Quelli fermani sono una quarantina, ma alcuni compaiono per due volte, poiché valutati in maniera distinta secondo diversi parametri. Dunque, il dato generale va arrotondato a ribasso, anche se di poco. Le segnalazioni ministeriali riguardano 22 Comuni con in testa il capoluogo, Fermo, che fa il pieno. Nell’ elenco ci sono il liceo sociopsicopedagogico, la scuola materna di Torre di Palme, quelle di via Sapienza e di San Marco alle Paludi, l’ Iti Montani, la ?Da Vinci-Ungaretti’, la ?Fracassetti-Betti’, le Elementari al Tirassegno, la scuola di via Ponchielli. A Sant’ Elpidio a Mare gli edifici indicati sono due (l’ Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici), così come a Piane di Montegiorgio (scuola materna ed elementare), Lapedona (Materna ed Elementari), Montelparo (Materna ed Elementari), Ponzano (Materna ed Elementari), Santa Vittoria (Materna ed Elementari); e poi Montottone (scuola elementare), Massa Fermana (Materna), Torre San Patrizio (Materna-Medie), Altidona (Materna-Elementari), Magliano (Materna), Monterubbiano (Materna di Rubbianello), Montappone (Materna), Belmonte (Materna-Elementari), Monte Vidon Combatte (Materna), Monte Urano (scuola media), Petritoli (Materna), Monte Giberto (Elementare), Porto San Giorgio (Elementare) e Amandola (Isc). CON UN’ AVVERTENZA: l’ elenco è stato stilato sulla base di un’ indagine condotta negli ultimi due/ tre anni e va dunque considerato al netto di eventuali interventi migliorativi fatti in questo lasso di tempo. Ciò non toglie, tuttavia, che il quadro generale resti tutt’ altro che positivo. «Questi istituti scolastici ? spiega il Codacons ? non possono assolutamente superare il numero di alunni indicato dalla legge pre-riforma Gelmini e dovranno essere messi in sicurezza al più presto». Il Ministero ha varato un piano di interventi spalmati nell’ arco di un decennio. Ma c’ è dell’ altro. Il Codacons evidenzia infatti come «sulla base di questo elenco, i precari del settore scuola possano sperare di non essere licenziati a causa dell’ aumento di alunni per classe e conseguente contrazione dell’ organico, e possano mobilitarsi per ottenere il contratto di lavoro a tempo indeterminato».

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