22 Aprile 2020

Quanto accaduto nelle Rsa poteva essere evitato? Iniziate le ispezioni dei Nas: la Procura ora cerca risposte

E’ esplosa anche in Piemonte l’ emergenza case di riposo: nelle RSA dove tanti anziani vengono ricoverati, infatti, il Coronavirus sembra aver trovato terreno fertile per diffondersi e, soprattutto, mietere decine e decine di vittime. E’ stata una tragedia inevitabile, oppure gli organi competenti avrebbero potuto agire diversamente? Quelle vite potevano essere salvate? Sono queste le domande alle quali dovrà trovare una risposta anche la Procura della Repubblica di Ivrea. Al momento siamo in una fase preliminare. In questi giorni, infatti, il Procuratore Capo Giuseppe Ferrando ha dato mandato all’ ASL e ai Carabinieri dei NAS di svolgere indagini conoscitive su numerose residenze del territorio. E non solo. I militari dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità dovranno anche accertarsi delle eventuali mancanze imputabili invece all’ Azienda Sanitaria Locale. Un’ indagine che senza dubbio non si prospetta semplice. Ad oggi, infatti, non in tutte le strutture sono stati effettuati tamponi sistematici su ospiti e dipendenti. Un quadro, dunque, che necessità di essere chiarito prima di poter esprimere giudizi. Al momento, dunque, non è ancora possibile formulare delle ipotesi di reato e, ovviamente, non ci sono “nomi” scritti su un registro degli indagati. Le RSA coinvolte in questa fase, inoltre, sono ben più di quelle citate dal Codacons. La scorsa settimana, infatti, la sezione locale del Codacons ha presentato presso la Procura di Ivrea un esposto per chiedere alla magistratura di indagare per «epidemia e omicidio plurimo doloso». Nel mirino dell’ Associazione ci sono sette case di riposo sparse nel territorio della Procura eporediese e che sono finite al centro di numerosi articoli di cronaca nelle scorse settimane: “Piovano Rusca” di Nole Canavese, “Sereni Orizzonti” di San Mauro Torinese, “Villa Lina” a Corio Canavese, “Residence del Frate” a Bairo, “Ospedale Giovanni Arnaud” a Volpiano, “Annunziata a Marcorengo” di Brusasco, “Beata Vergine della Consolata Fatebenefratelli” a San Maurizio Canavese e “San Giovanni Battista” a Bosconero. Il Codacons ha chiesto anche l’ arresto dei responsabili di queste residenze, i quali, sempre secondo l’ associazione, si sarebbero rivelati incapaci di gestire l’ emergenza sanitaria. L’ iniziativa portata avanti dall’ Associazione Consumatori sarebbe nata da segnalazioni effettuate da familiari e personale dipendente. Come detto, però, sotto la lente di ingrandimento della Procura di Ivrea non ci sono solo le sette strutture nominate nell’ esposto. Nelle ultime settimane, infatti, altre case di riposo del territorio sono state segnalate e la magistratura vuole vederci chiaro. La crescita dei positivi al coronavirus, grazie anche alle dure misure adottate, sembra aver finalmente subito una battuta d’ arresto; la lunga e complessa vicenda giudiziaria, invece, è appena iniziata.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox