30 Dicembre 2015

Quanti voti prendo se sparo 68 mila morti?

Quanti voti prendo se sparo 68 mila morti?

Ne uccide di più l’ Isis o il Pm10? Il livello del dibattito che si è sviluppato sui media sul problema delle polveri sottili è surreale. È pur vero che l’ ambiente, i cambiamenti climatici, il rapporto tra l’ attività umana e la natura sono temi ideali per risvegliare molti fantasmi nascosti nell’ inconscio: luogo di convinzioni inossidabili, tesi aprioristiche, previsioni apocalittiche. Ma quello che si sta scatenando è una babele linguistica e informativa infestata da lestofanti e sobillatori che sfruttano l’ occasione per mettersi in mostra o per patrocinare i propri interessi di bottega. Il posto d’ onore nella speciale classifica degli eco-ciarlatani spetta a Beppe Grillo, secondo il quale coloro che ci governano «passeggiano incuranti sui cadaveri di 68 mila italiani che non hanno saputo proteggere»: indubbiamente, se il M5S fosse al governo, le polveri sottili svanirebbero e le sirene tornerebbero a incantare i marinai. Il secondo gradino del podio va al Codacons, che chiede «ai sindaci di tutta Italia di vietare il fumo di sigaretta sul proprio territorio quando vengono superati i limiti di Pm10 nell’ aria». Carlo Rienzi e compagni, evidentemente, sono rimasti ai tempi del Duce. Legambiente invece chiede lo spostamento dei 400 milioni di euro all’ anno dall’ autotrasporto ai treni (ma non ditelo ai No-Tav). C’ è anche chi propone una danza collettiva per invocare la pioggia. Ma il ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, ha la soluzione: «Per affrontare l’ emergenza inquinamento stanziamo 35 milioni di euro». Con 5 euro per ogni italiano (ammessi che li trovi) pretende di risolvere il problema? Resta il fatto che il livello del Pm10 in città come Milano e Torino è oggi mediamente tra i 40 e 50 microgrammi per metro cubo di aria, ma nei primi anni 70 era intorno ai 150, più del triplo (ma non c’ erano i limiti Ue, quindi nessuno se ne curava). Il miglioramento è dovuto prevalentemente alla minor industrializzazione e al fatto che le automobili attuali inquinano dieci volte meno di quelle in circolazione negli anni 70. Non certo al blocco temporaneo del traffico. Per le Pm25, polveri ancora più sottili, la media 2015 di Milano è di 30 pg/m3. Ma a Pechino è di 300. Eppure nemmeno il quasi onnipotente partito comunista cinese riesce a farci nulla. E se gli proponessimo Beppe Grillo come consulente?
marino longoni
 

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