Quando l’ inciviltà dei bagnanti non è in vacanza
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fonte:
- La Sicilia
mare trasformato in una pattumiera e spiagge usate come campi da calcio.
Mare utilizzato come pattumiera. E spiagge trasformate in campo da calcio. Sono soltanto due delle cattive abitudini dei siracusani, ma non solo, in trasferta sulla costa aretusea. Dalla zona a Nord a quella Sud della provincia non c’ è un angolo di arenile dove l’ inciviltà non regni sovrana. Perché d’ estate sembra che ad andare in vacanza siano anche le buone maniere. Le principali, basilari norme di civiltà, alla base di ogni convivenza. Sì perché nel ristretto spazio delle spiagge siracusane – che nei giorni clou delle vacanze divengono un formicaio – bisogna convivere con i vicini di ombrellone. Magari con la speranza che, parlando al telefono, non ci mettano al corrente di tutta la loro vita. O che, pulendo il telo mare, non ci facciano improvvisamente ritrovare nel bel mezzo di una tempesta di sabbia. Gli esempi potrebbero insomma andare avanti all’ infinito come precisa il presidente dell’ associazione “Io amo Fontane Bianche”, Raffaele Cacici: «Il problema principale è la sporcizia che i bagnanti lasciano sulle spiagge: bottiglie, lattine, pacchi e mozziconi di sigarette. Uno spettacolo indecente che assume proporzioni enormi in occasione delle notti di San Lorenzo e di Ferragosto». Per questo l’ associazione “Io amo Fontane Bianche” ha chiesto all’ amministrazione comunale di installare bagni chimici per quei 2 giorni ma anche di incrementare, per tutta la stagione, il numero dei contenitori per l’ immondizia». Anche se il problema, e di questo Cacici ne è certo, è di civiltà. «Il più delle volte – continua – i bagnanti non utilizzando i pochi cestini per l’ immondizia che si trovano nelle spiagge». Non solo. «L’ anno scorso – aggiunge Cacici – come associazione abbiamo distribuito tra i bagnanti un centinaio di posacenere realizzati con materiali di riciclo. Un modo per sensibilizzarli a non buttare i mozziconi di sigaretta in spiaggia e magari per spingerli a portare con loro, anche nei giorni a seguire, lo speciale posacenere che invece, addirittura, l’ indomani abbiamo trovato buttato sull’ arenile come ulteriore rifiuto». La situazione è insomma drammatica. Per questo il presidente dell’ associazione “Io amo Fontane Bianche” lancia una proposta all’ amministrazione comunale: «Collocare cartelli che sensibilizzino i bagnanti sull’ argomento, spiegando per esempio quanto tempo i rifiuti rimangono nell’ ambiente». Cacici punta inoltre l’ attenzione sulla cattiva abitudine di posteggiare le auto a ridosso della spiaggia. «Ne è un esempio via Nettuno – precisa una via per cui abbiamo chiesto all’ amministrazione comunale di attivarsi affinché venga rispettato il divieto di accesso e di collocare dissuasori in cemento. E ciò non solo per una questione di civiltà, di decoro e di immagine del posto, ma anche per un problema geomorfologico perché quel tratto di costa sta crollando». Sull’ argomento interviene anche il Codacons, Coordinamento delle associazioni ambientaliste e di difesa dei consumatori, che ha realizzato un decalogo, 10 semplici regole da seguire per permettere a tutti di starsene comodi in spiaggia a rilassarsi. Il Codacons riceve infatti molte segnalazioni di protesta per la maleducazione che spesso impera ne gli stabilimenti balneari e sulla spiagge libere. «Molti in spiaggia si comportano come se la battigia fosse tutta di loro proprietà – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – e come se gli altri non esistessero, rovinando le vacanze ai vicini di ombrellone». Il decalogo del bon ton da spiaggia è il frutto dell’ elaborazione delle proteste ricevute dal Codacons. Fa un esempio il presidente provinciale dell’ associazione, l’ avv. Bruno Messina che dice: «Abbiamo ricevuto diverse lamentele dai bagnanti dei lidi a pagamento che si sono trovati di fronte al divieto di introdurre cibi e bevande. Certo – chiarisce Messina – anche se i gestori hanno il diritto di farlo, credo però che il divieto sia insensato». Ecco quindi il decalogo del Codacons che, quanto all’ uso del telefonino in spiaggia sottolinea: «Al vicino di ombrellone, che magari sta cercando di fare un riposino, non interessa sapere i fatti vostri». La seconda regola è di non invadere l’ ombrellone del vicino «perché anche lui – a detta del Codacons – ha diritto al suo spazio vitale» Schizzi e spruzzi. «E’ salutare entrare in acqua gradualmente – secondo il Coda cons – se non lo volete fare, almeno evitate di tuffarvi con tonfi schizzando il vicino che sta cercando di adattarsi alla temperatura dell’ acqua». Il Codacons invita inoltre «a non stare 3 ore sotto la doccia creando code chilometriche. La doccia al mare deve servire a rinfrescarvi non a lavarvi». Un consiglio del Coda cons è poi rivolto alle mamme: «Se volete rimproverare vostro figlio o farlo uscire dall’ acqua, non fatelo a distanza, urlando e disturbando il vicino, alzatevi». No a campi da calcio e castelli. «Se c’ è uno spazio allestito allo scopo, ben venga una partitella – per il Codacons – altrimenti ricordatevi che gli altri non sono contenti di ricevere le vostre pallonate. Va bene fare il classico castello, ma se il bambino vuol fare la pista per le biglie non può occupare mezza spiaggia». Stop, ancora, a pericolosi e rumorosi acqua -scooter o barche a motore che arrivano fino a riva. Il Codacons ricorda inoltre che il mare non è una pattumiera e invita i bagnanti a dire un “No grazie” all’ ambulante se non c’ è nulla che interessa «senza inscenare una discussione o contestare per 3 ore il prezzo per poi non acquistare nulla». L’ ultimo suggerimento riguarda i cani. «Laddove è permesso portarlo in spiaggia – conclude il Codacons – ricordatevi di tenerlo sempre vicino a voi con il guinzaglio».
paola altomonte
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