29 Gennaio 2016

Quando il giudice annullò la multa

Quando il giudice annullò la multa

C’ è un precedente avvenuto a Roma nel 2011 rispetto al quale il giudice ha dato ragione ad un disabile multato per aver parcheggiato la sua automobile addirittura in divieto di sosta. Soprattutto se a parcheggiare illecitamente è un portatore di handicap, che ha girovagato in lungo e in largo per le strade della Capitale alla ricerca di un posto libero in cui piazzare la macchina, e che ha trovato gli spiazzi delimitati dalle linee gialle completamente occupati. Secondo il tribunale di Roma, multare un disabile costretto a sistemare l’ auto in modo temporaneamente non conforme, non è solo ingiusto, ma anche «illegittimo». A scriverlo fu il Giudice di Pace, Rosella Calò, nella sentenza con cui annulla la contravvenzione che i vigili urbani hanno elevato nei confronti del disabile, colpevole di aver posteggiato la propria vettura per qualche minuto in zona vietata, salendo anche con le ruote anteriori del veicolo su un marciapiede. Nonostante questo dettaglio di non poco conto, il giudice ha sentenziato che «la multa è ingiusta in quanto l’ autovettura era condotta da un portatore di handicap che, non trovando un parcheggio normale né un posto disabili, ha avuto necessità, viste le sue condizioni, di sostare parzialmente e temporaneamente in divieto». L’ episo dio avvenne nel 2011 quando, una mattina, il disabile doveva sbrigare una commissione in un negozio del quartiere Prati di Roma. Non trovando un parcheggio per disabili libero, l’ uo mo, dopo una ricerca estenuante a bordo dell’ automobile, decide di posteggiare alla meno peggio. E lo fa finendo con le ruote anteriori del veicolo sovrasta un marciapiede. Nella sua mente solo il pensiero di non fare nulla di così sbagliato visto che la sosta sarebbe durata al massimo un quarto d’ ora e vista la sua condizione di disabile. Eppure, proprio mentre il conducente è all’ interno del negozio, passano i vigili urbani che multano la vettura del disabile. A nulla valgono le rimostranze dell’ automobi lista: i caschi bianchi sono categorici, perché il veicolo si trova in divieto di sosta. L’ uomo, però, non ci sta e si sente anche vitti ma di un’ ingiustizia. Decide di rivolgersi al Codacons, l’ associa zione dei consumatori, e di presentare ricorso contro la multa. Il caso finisce di fronte al Giudice di Pace, che dà ragione al disabile riconoscendo «lo stato di necessità dell’ utente». Il Codacons in un comunicato, spiegò che il magistrato «ha accolto le tesi sostenute in giudizio, ossia che la condizione di disabilità abbia costretto il cittadino a sostare in modo non conforme». Il tribunale ha anche posto l’ accento sulla «carenza di posti auto» che affligge la Capitale, obbligando «gli utenti portatori di handicap, in caso di necessità, a parcheggiare l’ automobile in violazione delle norme del codice della strada».
 

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