25 Febbraio 2016

Quando il gioco diventa un azzardo

Quando il gioco diventa un azzardo

LA DIPENDENZA dal gioco è un avvenimento complesso, nel quale interagiscono numerosi fattori. Primo fra tutti, un profondo problema di autostima, e poi ancora la presenza di disturbi di tipo relazionale e l’ incapacità di gestire l’ agitazione. In cinque anni i giocatori in Italia sono passati dall’ 1,27% all’ 1,65%. NONOSTANTE la crisi abbia ridotto le spese in tutti i settori, quelle per il gioco sono aumentate. Sono drammatici i numeri forniti dal Codacons, secondo cui il 50% dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di ludopatia. Ci colpisce il fatto che la tendenza di un giocatore ‘dipendente’ sia quella di indebitarsi fino a non sapere più come uscire dal tunnel. L’ 85% dei giocatori perde in media 40 euro al giorno. Secondo l’ Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, l’ Italia si posiziona al quarto posto nel mondo, sprecando 17 miliardi di euro all’ anno, proprio nel gioco d’ azzardo. IL PROBLEMA maggiore riguarda i giovani (quelli vittime dell’ azzardo sono il 13%), perché, al di là del controllo formale sulla maggiore età da parte delle piattaforme online (facilmente aggirabile), la dipendenza da gioco passa inosservata. Il dato che ci ha sorpreso di più, comunque, è che solo due Paesi al mondo (Italia e l’ Australia) spendono più dell’ 1% dei propri redditi inseguendo la fortuna (o sprofondando nella malattia del gioco compulsivo): un primato di cui non c’ è proprio da vantarsi. NOI RAGAZZI allora ci siamo chiesti: per porre fine alla ludopatia, non basterebbe vietare l’ uso e il commercio delle slot machine? I cittadini risparmierebbero denaro e malattie, chi ci rimetterebbe? Ci ha stupito apprendere che più che i privati ci rimetterebbe lo Stato, che nel 2012 ha incassato otto miliardi e 100 milioni di euro grazie alle imposte applicate sui giochi. Sarebbe fondamentale cominciare a sensibilizzare i giovani a scuola. Magari organizzando degli incontri a tema, ma anche e soprattutto sul web, coinvolgendo youtuber e blogger, per creare dei video specifici che aiutino giovani e meno giovani a sabotare una volta per tutte il gioco d’ azzardo. Giulia P., Queto L., Santi G., Magnani N. e Nicoletti A. III A.
 

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