15 Dicembre 2011

Qualcuno vuole togliere di mezzo la tessera del tifoso  

Qualcuno vuole togliere di mezzo la tessera del tifoso
  A sorpresa, i Consiglio di Stato accoglie l’ appello di due organizzazioni: «Pratica scorretta»

 

Pezzo per pezzo e con grande rapidità, stanno smantellando tre anni di faticoso lavoro del precedente ministro degli interni, Ieri il consiglio di Stato ha chiesto al Tar del Lazio di fissare una nuova udienza per discutere il ricorso presentato da Codacons e Federsupporter contro la tessera del tifoso, valutando la sussistenza delle illegittimità denunciate dai due enti.
Due giorni fa, il ministro dell’ Interno Annamaria Cancellieri aveva firmato una direttiva indirizzata a tutti i prefetti per consentire ai giornalisti di accedere ai centri destinati all’ accoglienza, al trattenimento e all’ assistenza degli immigrati.
La direttiva contraria era stata firmata da Maroni il primo aprile scorso «in considerazione del massiccio afflusso di immigrati provenienti dal Nord Africa e al fine di non intralciare le attività loro rivolte».
Una decisione difficile ma coraggiosa, da parte di Maroni, presa in considerazione delle enormi difficoltà in cui si dibatte chi deve gestire Cda, Cara e Cie (Centri di accoglienza, Centri di accoglienza richiedenti asilo, Centri di identificazione ed espulsione).
Una decisione che previene atteggiamenti ideologici preventivi a dispetto di chi lavora in questo settore tra molte difficoltà.
Il sindacato Fnsi e l’ Ordine dei giornalisti avevano inviato pochi giorni fa una lettera al ministro Cancellieri per chiedere la revoca del divieto.
Analoga richiesta è stata avanzata in un’ interrogazione parlamentare da Livia Tur La tessera del tifoso non è in discussione.
Ma – fa sapere il Codacons in una nota – il documento nelle forme in cui ora è previsto il rilascio, potrebbe rappresentare una pratica commerciale scorretta.
È questa la motivazione con cui il Consiglio di Stato ha accolto l’ appello dell’ associazione dei consumatori e di Federsupporter contro la decisione del Tar del Lazio che nelle scorse settimane aveva respinto il ricorso avverso alla tessera del tifoso, presentato dalle due organizzazioni.
«L’ a bb i n amento inscindibile (e quindi non declinabile dall’ ute nte) tra il rilascio della tessera di tifoso (istituita per finalità di prevenzione generale in funzione di una maggiore sicurezza negli stadi) e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il ri giornalisti ne parleranno malissimo, così si potranno chiudere.
Non basta.
Il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù, sempre in questi giorni, ha definito «sostanzialmente discutibile» la politica del precedente governo in materia di immigrazione.
Anche se poi ammette: che «Maroni aveva ragione a pretendere una politica comune europea», al momento del picco degli sbarchi a Lampedusa.
Il nuovo orientamento, neanche a dirlo, è di favorire i flussi migratori, che «in un paese come l’ Italia sono necessari per coprire i buchi nel mercato del lavoro».
A proposito della tessera del tifoso, ieri ha preso la parola lo stesso Maroni, che chiede: «Il governo confermi uno strumento che si è rivelato utile» per arginare la violenza negli stadi.
La legittimità della tessera del tifoso – dice Maroni – non viene messa in discussione» dalla pronuncia del Consiglio di Stato (come invece asseriscono i promotori del ricorso e la sinistra nel suo insieme) «e quindi mi auguro che il Governo confermi uno strumento che, al di là degli aspetti commerciali, gestiti direttamente dalle società, si è rivelato efficace» per arginare il fenomeno della violenza negli stadi.
Chi parla, sbagliando, di illegittimità è la deputata Anna Paola Concia, responsabile nazionale per lo sport del Partito Democratico: «La tessera, oltre a essere stata dichiarata illegittima dai giudici, è del tutto inefficace perchè va a colpire soprattutto le persone perbene, le famiglie che portano i bambini allo stadio e non certo i violenti e i facinorosi».
Indirettamente le risponde, sempre sulla stessa materia, l’ Osser vatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, il quale nota come «la pronuncia dell’ organo amministrativo non influisce sulla legittimità della "tessera del tifoso", che continuerà ad essere necessaria per andare in trasferta».
La pronuncia del Consiglio di Stato, che riproduciamo nell’ ar ticolo qui sotto, sottolinea l’ Os servatorio, «riguarda l’ a s pe t t o commerciale della tessera», in particolare soltanto «l’ a bbi namento inscindibile tra la tessera del tifoso e uno strumento di pagamento bancario che nulla ha a che vedere con le finalità proprie della tessera del tifoso».
L’ Osservatorio richiama peraltro l’ attenzione su fatti accaduti proprio ieri, «sugli incidenti in occasione dell’ incontro di calcio "Genoa-Milan", culminati con 7 minuti di sospensione della gara a causa del lancio di lacrimogeni e sulle criticità registratesi dall’ ini zio del campionato durante le trasferte della Sampdoria, sempre seguite da un gruppo di circa 50 tifosi non fidelizzati».
È emersa «la necessità di marcare sempre di più la distanza con questi sparuti gruppi di facinorosi, valorizzando la partecipazione positiva attraverso l’ approccio integrato, da sempre promosso dall’ Osservato rio.
Tali iniziative proseguiranno sino alla gara di ritorno "MilanGenoà", prevista a San Siro il 15 aprile del prossimo anno.
Paolo Cento della segreteria di Sinistra ecologia e libertà, chiede invece al neo ministro dell’ Interno tesa che il Tar si pronunci nel merito secondo le indicazioni del Consiglio di Stato», di ritirare le norme sull’ applicazione della tessera del tifoso e renda finalmente libero l’ accesso dei tifosi negli stadi anche per le trasferte».
La Cancellieri, si è limitata a comunicare il «grande rispetto, sempre, per le sentenze».

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