18 Aprile 2008

Quadro allarmante: due adolescenti su tre bevono troppo

Inizia tutto un po` per caso, molto spesso per gioco. Oppure per sentirsi parte del branco. Si beve nel fine settimana con gli amici per “sballarsi“. E` così per il 67 per cento dei ragazzi sotto i 16 anni. E i più accaniti, quelli che arrivano a bere fino a quattro o cinque bicchieri, sono proprio gli adolescenti con un`età compresa tra i 13 e i 15 anni. I dati diffusi ieri a Roma in occasione dell`Alcohol Prevention Day, organizzato dall`Istituto superiore di sanità (Iss) fanno paura. Dall`indagine condotta attraverso il progetto “Il pilota“ (realizzato dall`Osservatorio nazionale alcol dell`Iss in collaborazione con la Società italiana di alcologia) nelle discoteche italiane, emerge un quadro allarmante: due adolescenti su tre bevono troppo. Una pericolosissima abitudine che sembra non sparire neanche con il passare del tempo. Gli alcol party infatti si fanno anche dopo i 16 anni. “In questa fascia d`età – spiega Emanuele Scafato, direttore dell`Osservatorio nazionale alcol dell`Iss – il consumo eccessivo si attesta al 25 per cento per i maschi e al 31 per cento tra le femmine“. Tra i giovani con più di sedici anni, l`età legale per il consumo di alcol, beve quantità superiori a due bicchieri il 46,8 per cento dei maschi e il 30,6 per cento delle ragazze. “Quello che preoccupa sono soprattutto gli elevati quantitativi che questi ragazzi consumano“, continua Scafato. C`è infatti un 20 per cento di ragazzi che arriva bere in una sola sera più 6 bicchieri. Secondo la Coldiretti e il Codacons, i principali responsabili di questo trend sono le “bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta“. All`apparenza sembrano innocue, ma nascondono dosi elevate di rum e vodka, devastanti per il fisico di un adolescente. Per questo le associazioni hanno esortato le autorità a mettere in pratica un giro di vite sulla vendita e soprattutto sulla pubblicità di questi alcolici. Ma non è poi così facile scoraggiare i ragazzi dal bere. Il 18 per cento degli intervistati, infatti, non ha fornito alcun motivo che potrebbe convincerli a non farlo. Le campagne pubblicitarie servono a poco: solo il 14 per cento sembra esserne influenzato. Ma c`è anche una buona percentuale di ragazzi, circa il 70 per cento, disposto a non bere pur di andare in tv e partecipare a un reality show, e un 78 per cento disposto a rimanere astemio in cambio di un grosso premio. L`istruzione e la cultura poi servono a poco. Secondo i dati Istat, le donne laureate bevono molto di più rispetto a quelle con titoli di studio inferiori (73,7 per cento contro 43 per cento). E neanche l`attesa di un figlio sembra poterle dissuadere. Secondo uno studio del Centro di riferimento alcologico della regione Lazio, il 52 per cento delle donne incinta non rinuncia a uno o due bicchieri, mentre il 15 per cento di loro eccede mettendo a rischio la salute del figlio. Un`ultima tirata d`orecchie va poi agli anziani over 65, di cui il 32 per cento tende all`abuso di alcol per un totale pari a 3,3 milioni.

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