19 Maggio 2005

«Pure in Sicilia farmaci alle stelle»

«Pure in Sicilia farmaci alle stelle» un esposto del Codacons alle nove Procure dell`Isola

Palermo. Il caro farmaci non passa inosservato nemmeno al Codacons Sicilia che, a tal proposito, ha presentato un esposto alle nove Procure della Repubblica dell`Isola sul costo delle confezioni medicinali in Italia, dove i prezzi sono maggiori rispetto al resto d`Europa. L`associazione di consumatori cita alcuni esempi: il Daflon in Italia costa 14 euro, contro i 7 della Francia, l`Aspirina 3,95 euro mentre a Parigi la si compra con 2,91 euro, il latte in polvere oscilla tra i 36 e i 45 euro, mentre nel resto dell`Europa la media è tra i 15 e i 20 euro, una confezione di compresse di Tachipirina da noi costa 4,50 euro, in Francia 2,75, per il vaccino antinfluenzale Vaxi-grip il prezzo italiano è 11,90, quello francese 6,28, la crema Pevaryl 3,54 euro il prezzo per i francesi, circa 8 euro qui in Italia. «La causa di tali indiscriminati ed ingiusti aumenti dei prezzi delle medicine ? afferma il segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi ? starebbe nel cartello che le case farmaceutiche avrebbero messo in piedi, e sul quale indaga adesso anche l`Autorità Antitrust. Speculazioni che inevitabilmente si ripercuotono sui prezzi, aggravando la spesa sanitaria dei cittadini italiani». Alle Procure dell`Isola il Codacons ha chiesto di aprire indagini per l`ipotesi di aggiotaggio o per altri reati che siano ravvisabili. Tanasi ha rivolto poi un appello anche al neo ministro della Salute, Francesco Storace, perchè «avvii un`indagine conoscitiva sul prezzo dei farmaci, che affianchi l`inchiesta dell`Antitrust e si estenda anche all`Agenzia del Farmaco per le responsabilità connesse alla determinazioni dei prezzi dei medicinali». Già in ambito nazionale, nei giorni scorsi, il Codacons aveva presentato analoghi esposti a 102 Procure della Repubblica.
Il prezzo dei farmaci era stato nel «mirino» dell`ex ministro Sirchia. Appena sei prodotti di classe «C» (quelli pagati di tasca propria dai cittadini), ma «di largo consumo» che erano assurti nella crociata contro il caro-listini. Per queste sei specialità Sirchia aveva chiesto all`Aifa (Agenzia italiana del farmaco) un rapido giro di incontri con le aziende per «concordare una consistente riduzione dei prezzi». Non se ne fece nulla, a parte tavoli tecnici e apparizioni televisive.
I farmaci al momento sotto inchiesta sono analgesici-antipiretici, ansiolitici, creme e colliri, sciroppi contro la tosse. Sono tutti prodotti dai nomi largamente noti a cominciare (limitandosi alle citazioni possibili per legge) dall`aspirina e dalla tachipirina. Anche l`Intesaconsumatori aveva chiesto un «rapido allineamento alla media Ue» per eliminare differenze che nella classe «C» raggiungono anche il 300%.
«Sarei felicissimo ? rileva invece l`assessore alla Sanità Giovanni Pistorio ? se in Italia ci fosse una riduzione del costo dei farmaci, perchè questi graverebbero meno sulla spesa sanitaria e su quella delle famiglie, ma è una variabile che non dipende dalle regioni».

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