22 Dicembre 2016

Punture di zecche, treni sporchi e tangenti Reati già prescritti, nessuno verrà risarcito

Punture di zecche, treni sporchi e tangenti Reati già prescritti, nessuno verrà risarcito

Tutto ebbe inizio con un paio di punture di zecca. Era il 2008 e due passeggeri del Torino -Napoli denunciarono la sensazione terribile provata durante i loro infernali viaggi in treno. La sporcizia e gli insetti presenti sulle carrozze permisero tuttavia di scoprire che dietro la mancata pulizia degli scompartimenti si celava una storia di mazzette: soldi in nero versati dal titolare dell’ impresa di pulizie a un ex dirigente delle Ferrovie in cambio del silenzio sulle carenze del servizio di pulizia dei convogli regionali. Ma adesso tutta questa vicenda non ha più alcun senso: i reati sono caduti infatti in prescrizione e nessuno potrà più sperare in un risarcimento del danno. Non potranno essere risarciti i due passeggeri punti dalle zecche, e neppure verrà risarcita Tranitalia per la vicenda delle tangenti. Siamo stati abbandonati – ha commentato l’ avvocato Andrea De Carlo, il legale che rappresenta proprio Trenitalia, parte civile nel processo -. Le inter cettazioni tra gli imputati non si possono usare per un cavillo formale e adesso la procura fa addirittura un passo indietro con le richieste avanzate in aula dal pubblico ministero Francesco la Rosa. Per noi la strada è in salita. Trenitalia aveva infatti chiesto un risarcimento di 1 milione di euro, ma ieri mattina in aula 46 il pm ha proposto ai giudici l’ assoluzione per il reato di corruzione (contestato a entrambi gli imputati, Roberto Colombo, ex dirigente di Trenitalia, e Pietro Mazzoni, titolare dell’ impresa di pulizie) e il “non luogo a procedere” per prescrizione per i reati di frode in pubbliche forniture e lesioni contestati al solo Mazzoni. Secondo l’ impostazione originaria dell’ accusa, Mazzoni avrebbe versato oltre 180mila euro a Colombo per chiudere un occhio sulle carenze del servizio di pulizia dei treni. L’ indagine condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, e coordinata dall’ allora procuratore Raffaele Guariniello, si innestava sulle lamentele che, fra il 2005 e il 2009, si erano levate da numerosi passeggeri dei treni a lunga percorrenza che sfrecciavano da nord a sud lungo la penisola. I due torinesi, che in apertura di processo hanno optato per la costituzione di parte civile davanti al giudice, decisero di presentare una querela in seguito alle punture subite dagli insetti. T.T., in particolare, sarebbe stato morso dalle zecche il 4 aprile 2008 mentre viaggiava su un Torino -Napoli. V.P., invece, sarebbe rimasto vittima dei medesimi insetti il 16 agosto dello stesso anno, e sempre su un Torino -Napoli. I due passeggeri avrebbero quindi riportato lesioni ritenute guaribili, rispettivamente, in tre e in sette giorni. Quel viaggio è stato un calvario, un autentico inferno. Il capotreno non ha voluto assegnarci un altro scompartimento e così siamo stati costretti a viaggiare in piedi per tutto il tempo. Sentivo ancora addosso quelle piccole bestie, le sentivo camminare su tutto il corpo. Una sensazione terribile che non auguro a nessuno di vivere, un’ esperienza tremenda che non riesco ancora a scordare, aveva raccontato uno dei due in apertura di processo. Oltre ai due passeggeri e a Trenitalia, è parte civile nel processo anche il Codacons, patrocinato dall’ avvocato Tiziana Sorriento. [g.fal.]
 
 

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