6 Agosto 2009

Puntuale come il Ferragosto, come gli esodi, i controesodi e le code ai caselli

Puntuale come il Ferragosto, come gli esodi, i controesodi e le code ai caselli, il prezzo della benzina riprende a correre. Ora sfiora 1,35 centesimi per litro. Accade praticamente ogni anno di questi tempi e si traduce in una stangata che resiste mesi. Le compagnie petrolifere sono infatti veloci come fulmini a ritoccare i listini quando il prezzo del petrolio sale, se invece scende se la prendono con tutta calma. TEMPISTICA SOSPETTA Le associazioni dei consumatori denunciano questa «doppia velocità» e si spingono oltre: parlano di «speculazione sulle vacanze degli italiani». La tempistica è troppo sospetta per non ipotizzarla. I petrolieri ribattono: tutto in regola, gli aumenti si devono alle attese per la ripresa dell’economia mondiale che spinge al rialzo il prezzo del petrolio. Noblesse oblige, il governo se n’è stato finora in disparte: solo dopo il fuoco di fila delle chiamate in causa da parte dei consumatori e dell’opposizione, nel tardo pomeriggio di ieri il ministro Claudio Scajola ha deciso di convocare per oggi le compagnie petrolifere. Non si sa invece più nulla della promessa del ministro dell’Economia. Solo un paio di mesi fa, Giulio Tremonti si guadagnò l’appellativo di Robin Hood per l’impegno a pareggiare un po’ i conti. «La nostra proposta – annunciava – è quella di tassare un po’ di più i petrolieri per dare un po’ di più a chi ha bisogno, appunto burro, pane e pasta che sono le vere emergenze del momento». La nuova tassa potrebbe essere introdotta già con il prossimo Dpef, aggiungeva. In realtà prima ancora che redistribuzioni a mo’ di elemosina (vedi social card) i consumatori si aspetterebbero un’ordinaria vigilanza si quanto avviene alle "pompe". A Tremonti si rivolge il deputato Pd Francesco Boccia, «Dov’è finito? Sullo scandaloso aumento del prezzo della benzina i ministri devono agire immediatamente a tutela dei cittadini». CORSA AL RINCARO A fare l’apripista dei rincari è stata due giorni fa l’Agip con un ritocchino di 3 centesimi per litro. Ieri nei distributori Shell il prezzo è aumentato di 3,5 centesimi portando un litro di verde a sfiorare 1,35 euro (1,349) mentre il diesel costa 1,169. Seguono a ruota le altre compagnie, i rincari sono generalizzati. E sono anche diversi a seconda delle regioni per via dell’incidenza delle accise: così a Napoli un litro costa 1,374, mentre a Trieste 1,324. «Dall’inizio dell’anno la verde è rincarata del 24% – denuncia l’Adoc – il gasolio del 12,7%». Fatti i conti, un pieno costa adesso 17 euro in più rispetto a gennaio; 6,5 euro in più se di gasolio. «La speculazione sull’esodo sta ormai diventando una brutta consuetudine, che va assolutamente fermata- afferma il presidente Carlo Pileri – dal 2007 ad oggi a ridosso delle partenze estive il prezzo di benzina e gasolio aumenta in modo repentino e immotivato». Da fine luglio a oggi «in due settimane la benzina è aumentata del 4,7%, per un esborso maggiorato di 3 euro a pieno».  E affila le armi il Codacons, per il quale l’aumento generalizzato da parte di tutte le compagnie petrolifere «è la dimostrazione evidente di una speculazione in atto. Visto l’andamento del petrolio – spiega Carlo Rienzi – i rincari sono assolutamente ingiustificabili». Di qui la richiesta non solo all’Antitrust e a mister prezzi di intervenire, ma anche alla guardia di Finanza di controllare i fogli di acquisto dei carburanti di pompe e depositi, per accertare se vi siano stati rialzi puramente speculativi. In caso di accertamento positivo, ossia nel caso i prezzi di vendita risultino variati nonostante i prezzi di acquisto siano rimasti stabili, si chiede di procedere al sequestro di quelle pompe e di quei depositi. Altre proposte arrivano da Federconsumatori e Adusbef che tornano a chiedere «maggiori verifiche e controlli sul meccanismo della doppia velocità» oltre che alla liberalizzazione dei canali di vendita che porterebbe un abbattimento die costi. Corre il prezzo della benzina che sfiora 1,35 euro al litro. Una speculazione sulle vacanze, denunciano i conumatori. Tutto in regola, ribattono i petrolieri che oggi, con ritardo, saranno ricevuti da Scajola.

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