Pugno di ferro con gli arbitri
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fonte:
- Gazzetta di Parma
I designatori: «Bertini e Trentalange a riposo per un mese»
MILANO – E` stata una domenica di orrori arbitrali. Sul banco degli imputati Bertini di Arezzo e il torinese Alfredo Trentalange, due internazionali (complimenti): il primo ha fischiato alla rovescia, regalando un rigore al Perugia per un fallo di mano di Cordoba che non c`era, non rilevando invece quello di Vryzas nell`azione del raddoppio. Quanto a Trentalange, ormai ogni volta che incrocia la Roma sono dolori per i giallorossi, che hanno gridato allo scandalo per il rosso ad Emerson e la cacciata di Capello.
Le infelici direzioni di Bertini e Trentalange erano state censurate già domenica dai due designatori Bergamo e Pairetto, che adesso intendono usare il pugno di ferro: venerdì, nel raduno di Coverciano, diventerà ufficiale lo stop per i due fischietti, che dovrebbero essere fermati per quattro domeniche. Insomma, Bertini e Trentalange faranno una pausa di riflessione (adesso si dice così…), sperando che serva loro per riguadagnare la credibilità perduta.
La sospesione dovrebbe scattare anche per l`infausto segnalinee Pisacreta, che a Perugia ha sbagliato almeno quanto l`arbitro. Ieri, mentre Cosmi ribadiva quanto detto domenica («Bertini è stato sfortunato, ma basta vivisezionare la partite alla tv. E non credete a certi allenatori: quando un loro giocatore segna di mano, tutti sono contenti, anche se dicono il contrario»), il vice presidente dell`Inter Facchetti ha scagliato l`ennesima frecciata all`indirizzo di Galliani e del conflitto d`interessi: «Nove rigori a favore e zero contro per la squadra del presidente della Lega sono una media imbarazzante. Da queste situazioni nascono sempre sospetti».
Da Roma, invece, Marco Del vecchio ha attaccato ancora Alfredo Trentalange: «Le due espulsioni sono state a dir poco avventate e durante la gara ci sono state valutazioni difformi. Certi comportamenti non sono stati proprio piacevoli nei nostri confronti».
Ma un altro fischietto è finito nell`occhio del ciclone domenica, stavolta per aver visto troppo bene: la decisione del signor Racalbuto di far iniziare Chievo-Juventus ha sollevato un vespaio di polemiche. Il primo tempo non si è neppure intravisto per la nebbia, eppure il direttore di gara di Gallarate non ha mai avuto il minimo dubbio se fosse il caso di sospendere la partita. Ieri il Codacons è sceso in campo chiedendo la restituzione del biglietto per gli spettatori «che hanno pagato per non assistere ad uno spettacolo», mentre il Chievo ha cercato di metterla sul piano dell`ironia: «La Juve è stata più forte – ha detto il patron Campedelli – ma visto che si è potuto vedere solo nel secondo tempo, in realtà ha vinto solo per 2-1».
E, in difesa dei veronesi, è giunto anche David Trezeguet. Nel giorno dell`inaugurazione del suo sito internet personale (www.trezegol.com), l`attaccante della Juve ha ammesso: «Non siamo noi a dover decidere, ma sono convinto che con quella nebbia non si doveva giocare per rispetto dei tifosi».
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