16 Gennaio 2002

Puglia verde, un 2001 nero

Puglia verde, un 2001 nero.

BARI Puglia verde, un 2001 nero. Il bilancio annuale illustrato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Puglia ha tutti i numeri per gettare nello sconforto gli agricoltori. La produzione lorda vendibile ha subìto un crollo di 600 miliardi rispetto al `99, che si può considerare un`annata media, dai valori, cioè, non influenzati da eventi eccezionali. Ma quello che lancia da Bari, Antonio Barile, presidente della Cia di Puglia, è un messaggio di protesta, intriso di amarezza. Emerge una continuità nella crisi: sembra che i problemi abbiano spazzato via le residue speranze di riscatto degli agricoltori. «Il 2001 – sostiene Barile – è un altro anno da dimenticare per l`agricoltura pugliese, non molto diverso dal 2000. Le cause principali: siccità, emergenza idrica, gelate, mucca pazza e lingua blu».
Ma la Cia, ancora una volta, punta l`indice contro la politica della Regione Puglia. «L`assenza di una seria politica agricola regionale – afferma il presidente pugliese – si può considerare, ormai, una calamità permanente del settore».
«La sottovalutazione dell`emergenza idrica da parte della Regione Puglia – si inserisce Dino Petruzzi, presidente aggiunto della Cia di Puglia – continua a destare preoccupazione tra gli agricoltori, se si considera che permane gravissima la situazione degli invasi pugliesi, i cui livelli sono quelli della scorsa estate: Occhito a 2 milioni e Capacciotti a 4 milioni di metri cubi».
Ma il 2001 – secondo la Cia – avrebbe potuto arrecare danni ancora maggiori agli agricoltori pugliesi «se non ci fosse stato un recupero della plv sul lato dei prezzi alla produzione, che hanno compensato, ma solo in parte, il forte calo produttivo».
Ecco, coltura per coltura, l`andamento dell`agricoltura pugliese nell`anno appena concluso.

ORTAGGI –

Le temperature in calo delle ultime settimane del 2001 e dei primi giorni del 2002, pur procurando dei danni alla produzione, hanno però «scongelato», di fatto, il mercato degli ortaggi che, nelle ultime annate, aveva sempre dimostrato scarsa vivacità, con prezzi stagnanti e al ribasso. Le vere vittime sono i consumatori che stanno pagando a peso d`oro i prodotti (aumenti anche superiori al 100%). Dopo un esposto del Codacons sulle speculazioni commerciali, stanno indagando le Procure di Roma, Milano, Bari, Catania, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria. Nel complesso, per i produttori, l`annata 2001, può considerarsi buona.

OLIO D`OLIVA –

Si può definire discreta la produzione olivicola in Puglia nella campagna di raccolta 2001-2002, che ha deluso le attese dell`annata considerata di «carica», a causa della siccità. La produzione d`olio d`oliva raggiungerà i 2,3 milioni di quintali e una plv di 1.030 miliardi, con un aumento del 25% soltanto rispetto alla campagna precedente. La qualità dell`extravergine è ottima. I prezzi del Dop sono sempre superiori, mediamente del 25%, rispetto a quelli dell`extravergine normale.

UVA DA TAVOLA –

In Puglia aumenta la concentrazione dell`uva da tavola. Nel 2001, infatti, nonostante una lieve riduzione produttiva, si è commercializzato oltre il 70% della produzione nazionale.

POMODORO DA INDUSTRIA –

L`annata 2001 è stata caratterizzata dal perdurare della siccità. Si è avuta in Puglia una perdita produttiva di circa il 40%.

VINO –

Se nel complesso in Italia si sono prodotti 52.300.000 ettolitri di vino, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2000, in Puglia il calo di produzione è stato più consistente: 6.900.000 ettolitri, per una diminuzione dell`11,6% rispetto al 2000.

GRANO DURO –

Il 2001, per il grano duro pugliese, di sicuro è stata un`annata da dimenticare. Si è registrato un calo produttivo del 40% a causa della siccità.

ZOOTECNIA –

Danni insostenibili alle aziende per le crisi di mucca pazza e lingua blu.

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