24 Febbraio 2021

Puglia, il Tar dice di riaprire le scuole ma Emiliano le tiene chiuse

 

Il governatore della Puglia Michele Emiliano tira dritto e a poche ore dalla sentenza del Tar che imponeva la riapertura di tutte le scuole della regione emette una nuova ordinanza che prolunga la didattica digitale fino al 14 marzo. Martedì sera il tribunale amministrativo pugliese aveva sospeso la precedente ordinanza regionale con la quale sabato scorso il presidente Michele Emiliano aveva chiuso tutte le scuole fino al 5 marzo. Il decreto a firma del presidente Orazio Ciliberti aveva accolto il ricorso presentato dal Codacons Lecce e da un gruppo di genitori e sospeso l’efficacia del provvedimento regionale che imponeva la didattica a distanza al 100% per ogni grado scolastico: dall’asilo alle superiori. In teoria, dunque, gli alunni pugliesi già da oggi avrebbero potuto tornare a scuola sulla base di quanto stabilisce il Dpcm per tutto il Paese: ossia tutti in classe salvo i ragazzi delle superiori che vanno al 50 per cento. Ma Emiliano, forte anche della preoccupazione dei sindacati per le nuove varianti di Covid, questa mattina ha firmato una nuova ordinanza che conferma la chiusura delle scuole (con didattica integrata da casa al 100%), allegando al provvedimento i dati relativi all’incidenza dei contagi rilevati nelle scuole nell’ultima settimana di monitoraggio relativa al periodo 8-14 febbraio. «Restringendo l’osservazione al confronto delle ultime due settimane (25-31 gennaio e dal 18 al 24 gennaio) – è scritto nel la relazione – si rileva un incremento del 23% dei casi in fascia 0-5 anni, del 9% in fascia 6-10 anni e del 31% in fascia 11-13 anni, mentre sono in riduzione i casi in fascia 14-18 anni (-9%)». Conclusione: «Esporre a rischio di contagio (per garantire la didattica in presenza) insegnanti e personale scolastico avendo già disponibile un vaccino che potrebbe azzerare ogni complicanza anche con possibili esiti mortali in caso di contagio corrisponderebbe ad una violazione di misure di sicurezza sul lavoro disponibili in scienza e coscienza». Rispetto alla vecchia ordinanza quella nuova riconosce almeno la possibilità di andare in classe sia per svolgere attività laboratoriali che per «mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».

Le motivazioni della sentenza

La sentenza del Tar che imponeva la riapertura delle scuole sollevava due rilievi fondamentali alla precedente ordinanza di Emiliano. Da un lato il fatto che le Regioni possono «introdurre misure derogatorie più restrittive rispetto a quelle disposte dal Governo nazionale, ma tali misure devono essere provvisorie e ragionevolmente coerenti con la classificazione del livello di gravità dell’emergenza in ambito regionale», mentre la Puglia al momento è classificata in zona gialla. La relazione allegata alla nuova ordinanza di Emiliano sull’incidenza dei contagi nelle scuole vuole rispondere a questa specifica obiezione. E poi il fatto che «se fosse vero che l’esigenza fondamentale è quella dichiarata di consentire l’attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici il provvedimento regionale impugnato dovrebbe avere una durata molto più lunga». E infatti Emiliano ha prolungato la chiusura al 14 marzo per dare il tempo alle Asl di attuare il piano di vaccinazione del personale scolastico. Sempre ammesso, però, che non ci siano ritardi come invece sta avvenendo un po’ dappertutto a causa dei continui tagli nelle forniture o più banalmente da problemi organizzativi a livello locale . Il rischio, osservava però la sentenza del Tar, è che, di chiusura in chiusura, si finisca per compromettere definitivamente l’anno scolastico – già messo a dura prova nei mesi scorsi dal fatto che le famiglie, su indicazione di Emiliano, potevano scegliere se mandare i propri figli a scuola o tenerli a casa in Dad – e «di vanificare l’apporto didattico e formativo in violazione dei livelli essenziali di prestazioni fissati dallo Stato mediante provvedimenti governativi». Che ci sia il rischio di una chiusura delle scuole ad oltranza, lo dimostrano le parole pronunciate proprio ieri mattina dall’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco. «La didattica a distanza – aveva detto – dovrebbe continuare fino all’inizio della primavera» perché «è vero che siamo in zona gialla, ma abbiamo segnali molto preoccupanti di diffusione della variante inglese. Questa variante si diffonde molto velocemente proprio tra giovani e bambini. Prevenire è meglio che curare».

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