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10 Maggio 2011

PUBBLICITÀ POSTALE: GARANTE PRIVACY LANCIA ALLARME

    CODACONS: GOVERNO CALPESTA LE VITTORIE DEI CONSUMATORI E DÀ IL VIA LIBERA AGLI SCOCCIATORI  
    PER BERLUSCONI CONTA SOLO LA SUA PRIVACY. IL CODACONS CHIEDE SPOT SERI ED IN PRIME TIME

     
    Il Garante della privacy, intervistato dal quotidiano "La Repubblica", protesta con il  Governo per aver consentito alle aziende, nel recente decreto sviluppo, di usare gli elenchi del telefono come indirizzari per inviare lettere promozionali, senza bisogno del preventivo consenso del consumatore.
    Il Codacons condivide in pieno l’allarme lanciato dal presidente Pizzetti. Per l’associazione di consumatori si tratta, infatti, dell’ennesimo colpo di mano da parte di un Governo che coglie tutte le occasioni possibili per dimostrare di non voler stare dalla parte dei consumatori, ossia della generalità degli italiani, ma dalla parte di banchieri, petrolieri, assicuratori, tassisti, camionisti, ossia le lobby che impediscono a questo Paese di diventare moderno e concorrenziale. Ora è la volta dei molestatori telefonici!
    E pensare che il presidente Berlusconi, in merito ad esempio alle intercettazioni telefoniche, continua a gridare alla violazione della privacy. Evidentemente gli interessa solo la sua privacy e non quella dei comuni cittadini.
    In particolare, è incredibile ed inaccettabile che il Governo, con arroganza, faccia passi indietro e calpesti e stracci le vittorie che i consumatori hanno ottenuto dopo anni di proteste e di lotte. Ora gli italiani avranno le caselle di posta ancor più intasate da pubblicità indesiderata, salvo non ricorrano allo sconosciuto Registro delle opposizioni, entrato in vigore per il telemarketing.
    A proposito di tale Registro, l’articolo 11 del D.P.R. n.178 del 2010  prevedeva una campagna informativa sulle modalità di opposizione al trattamento dei dati, ma gli spot sono stati sporadici, incomprensibili, con un lunghissimo testo letto a 200 km/h ed in fasce orarie impossibili. Il colmo dei colmi è che lo spot era addirittura contro l’iscrizione al Registro, visto che il messaggio era:  "uomo registrato un po’ meno informato". Insomma l’ennesima presa in giro a danno dei consumatori. La conseguenza è stata che solo poco più del 2% degli italiani si è iscritta al Registro delle opposizioni e non certo per aver visto lo spot. Ora il Codacons chiede spot seri ed in prime time.

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