PUBBLICITÀ OCCULTA A SANREMO, L’AGCOM SANZIONA LA RAI
CODACONS: VITTORIA PER GLI UTENTI, L’AUTORITÀ CI DÀ RAGIONE SU TUTTI I FRONTI
I RESPONSABILI DELL’ACCADUTO DEVONO RISPONDERNE, IMPENSABILE CHE SIANO I CITTADINI A PAGARE GLI ERRORI ALTRUI
EVIDENTE PUBBLICITÀ A INSTAGRAM NEL CORSO DEL FESTIVAL DI SANREMO
Il Codacons canta vittoria sanzione comminata dall’Autorità per le Comunicazioni alla Rai per la violazione delle disposizioni relative alla corretta segnalazione dei messaggi pubblicitari durante il 73/o Festival di Sanremo, e il richiamo per l’esibizione di Blanco durante lo stesso festival.
Si tratta di una grande vittoria per gli utenti, ottenuta in seguito all’intervento diretto dell’Associazione: fin da subito, infatti, il Codacons – insieme all’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi – ha denunciato il mega-spot ad Instagram e al profilo social di Amadeus realizzato nel corso delle cinque puntate del Festival di Sanremo, tramite un esposto congiunto ad Antitrust e Autorità per le Comunicazioni, nonché al CdA Rai e alla Commissione di vigilanza.
Nell’esposto le due associazioni chiedevano all’Autorità per le comunicazioni di “effettuare tutte le verifiche del caso al fine di accertare se vi sia stata pubblicità occulta o indiretta del social Instagram durante il Festival di Sanremo, di verificare se i conduttori Amadeus, Gianni Morandi e Chiara Ferragni abbiamo percepito emolumenti economici da Instagram o da piattaforme ad esso collegate, per pubblicizzare in maniera indiretta ed occulta il social”.
L’Associazione, inoltre, aveva fatto centro – nonostante le critiche dei fan dell’artista – anche in riferimento a Blanco: all’indomani dell’esibizione – e della conseguente distruzione degli addobbi floreali in diretta televisiva – il Codacons aveva chiesto alla Procura di Imperia di aprire una indagine su Blanco alla luce del possibile reato di “danneggiamento”, e alla Corte dei Conti di avviare le dovute azioni sul piano contabile finalizzate ad ottenere dall’artista il ristoro dei danni erariali. Oggi l’Agcom riconosce anche la correttezza di questa segnalazione, con un richiamo “per il mancato rispetto della dignità umana e l’istigazione alla violenza”.
Ora, chiarito che entrambe le denunce avevano fondamento, bisogna che qualcuno paghi per quanto accaduto. Per l’Associazione non è pensabile che i cittadini saldino, magari senza saperlo – tramite il canone – gli errori e le responsabilità, fin troppo evidenti, di altri: perciò gli autori materiali della pubblicità occulta ad Instagram e chi non è intervenuto immediatamente per evitare l’illecito, come già chiesto nei mesi scorsi, dovranno risarcire di tasca proprio i danni erariali prodotti alla Rai e quindi ai cittadini che finanziano l’azienda attraverso il canone. In questo senso, il Codacons torna a sollecitare – una volta di più – l’intervento della Corte dei Conti.
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