19 Febbraio 2019

«Pubblicità ingannevole sul pacchetto calcio» A Sky multa di 7 milioni

MILANO Tutto era cominciato con i reclami all’ Antitrust delle associazioni dei consumatori Altroconsumo, Codacons, Codici e Udicon, che avevano presentato un esposto all’ Antitrust lamentando poca chiarezza nelle offerte di Sky per il Pacchetto Calcio 2018-2019. Così l’ Authority ha aperto un’ istruttoria nei confronti di Sky Italia e ha accertato due violazioni che hanno portato a sanzioni per 7 milioni di euro per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva. Le associazioni dei consumatori ora chiedono il rimborso. Sky rivendica «massima trasparenza» e ritiene «infondata tale decisione sotto molteplici profili e si appresta a ricorrere nelle sedi competenti per far valere le proprie ragioni». La società ha anche sottolineato di non aver «ribaltato sulla propria clientela i maggiori costi sostenuti per l’ acquisizione dei diritti del campionato di serie A, arricchendo inoltre lo stesso Pacchetto Sky Calcio con l’ inclusione di altri rilevanti eventi calcistici». L’ Antitrust ha contestato a Sky di non aver fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del Pacchetto Calcio 2018-19 e di avere esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati. Insomma, la società non ha spiegato bene l’ offerta ai clienti per la nuova stagione, che ha visto una diversa attribuzione dei diritti Tv per il campionato di calcio per il triennio 2018-2021: a Sky sono andate 7 partite a settimana su 10 della Serie A perché 3 sono state assegnate alla società Perform, che trasmette su Dazn, e che ha anche ottenuto la Serie B. Per l’ Antitrust, che ha aperto un’ istruttoria anche su Dazn, la presentazione dell’ offerta Sky, sia in tv sia sul web, non ha evidenziato «tutti i principali elementi informativi», creando cosi «nei consumatori la convinzione di poter assicurare la visione di tutte le partite». Mentre chi era già abbonato, nonostante la riduzione del 30% delle partite di serie A e la cancellazione dell’ intero torneo di serie B, non è stato posto «nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto». Anzi, gli abbonati «sono stati costretti a scegliere tra due possibilità – spiega l’ Antitrust – entrambe svantaggiose».
francesca basso

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