12 Agosto 2026

PUBBLICITÀ APPLE CON BIMBO E IPHONE IN MANO: IL CODACONS PRESENTA ESPOSTO ALLA PROCURA DI MILANO E CHIEDE VERIFICHE AD AGCOM, ANTITRUST E GARANTE INFANZIA

La pubblicità di Apple che ritrae un bambino in tenerissima età con uno smartphone in mano e il claim «Tutto ok, è iPhone», comparsa anche su un maxi cartellone a Milano, finisce sotto la lente del Codacons.

L’associazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ad Agcom, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, chiedendo di verificare la liceità e la correttezza della campagna sotto il profilo della tutela dei minori e dei consumatori.

Il problema – spiega il Codacons – non è la semplice presenza di un bambino in una pubblicità, né tantomeno lo smartphone in quanto tale, ma il messaggio complessivamente veicolato dalla campagna. Mostrare un bambino così piccolo con un iPhone tra le mani e accompagnare l’immagine con la frase «Tutto ok, è iPhone» rischia infatti di presentare come normale, rassicurante e desiderabile l’utilizzo precoce dello smartphone, contribuendo a una possibile normalizzazione del cosiddetto «baby-sitting elettronico».

Una rappresentazione che, secondo l’associazione, merita particolare attenzione anche alla luce delle indicazioni delle istituzioni sanitarie sull’esposizione dei bambini piccoli agli schermi. L’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato, nell’ambito della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, la necessità di evitare l’esposizione agli schermi al di sotto dei due anni e di continuare a informare genitori e adulti sui rischi connessi all’esposizione precoce.

«Non contestiamo la libertà di Apple di pubblicizzare i propri prodotti – afferma il Codacons – ma chiediamo alle Autorità di verificare se sia corretto utilizzare l’immagine di un bambino piccolissimo per associare a uno smartphone un messaggio di assoluta rassicurazione come “Tutto ok”. La pubblicità deve essere valutata nel suo complesso e tenendo conto della particolare vulnerabilità dei minori».

Il Codacons chiede quindi alle Autorità competenti di accertare l’eventuale presenza di profili di scorrettezza o violazione delle norme poste a tutela dei consumatori e dei minori, acquisendo anche la documentazione relativa all’ideazione e alla diffusione della campagna e verificando l’eventuale impatto del messaggio sulle famiglie e sui bambini.

L’associazione chiede inoltre alla Procura di Milano di valutare i fatti sotto ogni eventuale profilo di rilevanza penale e di svolgere gli accertamenti ritenuti opportuni.

«L’infanzia non può diventare uno strumento per rendere normale e commercialmente desiderabile un comportamento sul quale le istituzioni sanitarie invitano invece alla cautela. Quando in gioco vi è il superiore interesse del minore, anche la comunicazione commerciale deve essere valutata con particolare rigore», conclude il Codacons.

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