7 Aprile 2016

Pubblicità contestata, burocrazia sott’ accusa

Pubblicità contestata, burocrazia sott’ accusa
«accerteremo le responsabilità di quest’ ennesima porcheria». codacons annuncia un esposto alla corte dei conti

Betty Calabretta CATANZARO La Calabria non si “vende” bene. Certo vendere un’ immagine turisticamente appetibile non è come fare pubblicità a un fustino di detersivo. Ma che finora le varie campagne promozionali non abbiano reso giustizia a un territorio dalle strepitose potenzialità attrattive è un fatto difficile da confutare. Figuriamoci ora, dopo le polemiche esplose su una pagina pubblicitaria della Regione apparsa sulla rivista di bordo della compagnia aerea Ryanair, aspramente censurata dalla blogger Selvaggia Lucarelli che ha dato fuoco alle polveri ravvisando nel messaggio parecchi difetti. Un giudizio severo subito condiviso dal governatore Mario Oliverio. Che non solo ha ringraziato Lucarelli «per aver segnalato una vicenda che non può in alcun modo trovare giustificazioni», ma ha usato toni inediti per stigmatizzare quella che secondo lui è una «ennesima porcheria frutto di una burocrazia sciatta ed indolente». «Disporrò immediatamente un’ indagine conoscitiva per accertare ogni responsabilità», ha tuonato il Governatore». E ancora: «La Calabria merita altro». Detto fatto. In serata l’ annuncio formale dell’ Ufficio stampa della Giunta sulla nomina di una Commissione di indagine «per la verifica degli atti amministrativi e l’ accertamento di eventuali responsabilità». E mentre sui siti web si leva qualche voce perplessa sutanto rigore, che sarebbe servito in ben altre situazioni, e sulle misure assunte, apprendiamo che la commissione sarà presieduta dal segretario generale della Giunta e composta dal dirigente generale del Dipartimento Bilancio e dal dirigente del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici. L’ organismo «dovrà riferire, con la massima sollecitudine, sull’ esito di quanto verrà accertato». Certo il Governatore avrà più di un motivo per prendere le distanze dalla «sciatteria e indolenza» di una certa burocrazia regionale. Non a caso il vicepresidente Antonio Viscomi ha messo mano alla revisione dell’ intero sistema dipartimentale. Ma cos’ è che non va nel messaggio pubblici tario “incriminato”? Secondo il Codacons – che annuncia un esposto alla Corte dei Conti – si tratta di una «pagina che rischia di danneggiare la Calabria e avere effetti negativi sul turismo in regione». All’ interno del messaggio pubblicitario, spiega l’ associazione, «compare la foto di una spiaggia dove alcuni bagnanti prendono il sole: uno di questi appare ripreso di spalle con le natiche che fuoriescono dal costume. Nella stessa immagine un bellissimo scoglio viene utilizzato come guardaroba, con tanto di teli da mare e ciabatte parcheggiate sulla sua su perficie. Non solo. La foto è accompagnata da una scritta contenente errori di battitura: “Interventi per la promozione e la competitività del sistema aeroportualer calabrese”. Il titolo grande della pubblicità “Calabria…. un altro paradiso”, inoltre, è in un triste carattere “arial”, nemmeno centrato rispetto alla pagina». Secondo il Codacons «questa pagina pubblicitaria rischia di fornire una immagine distorta della Calabria e delle bellezze del territorio, a danno del turismo locale. Non sappiamo chi l’ abbia realizzata e quanto sia costata, ma chiediamo oggi il suo ritiro immediato da ogni rivista o testata e con un esposto alla Corte dei Conti invitiamo la magistratura contabile a verificare chi abbia pagato il messaggio, quale società lo abbia realizzato e, qualora sia stato pagato con i soldi dei cittadini calabresi, chiediamo che venga disposto l’ immediato recupero delle risorse spese». E mentre alla mente sovvengono ben altri sperperi che gridano vendetta, non si può fare a meno di ricordare la bufera scoppiata in passato sui Bronzi di Riace che giocavano a pari e dispari, o episodi emblematici come la rapida riapertura e successiva chiusura della “vetrina” calabrese di via Broletto a Milano, quella sì potenziale veicolo di turismo ed indotto. Certo gli errori di battitura e il “lato B” un po’ discinto potevano essere evitati… Ma sull’ immagine c’ è il logo della Regione e ci sarà pure, ai piani alti, qualcuno che dà il via libera a quello che esce sulla stampa e non solo…

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