25 Giugno 2006

Pseudo discoteche e controlli “L`esperienza induce sfiducia“

Ho letto sul giornale l`articolo sulla denuncia del Codacons sulle pseudo-discoteche. Come diretto interessato, genitore di Stefania Veronesi, vorrei dare alcune spiegazioni del tutto personali, sui quesiti posti da Fabio Galli del Codacons. Innanzitutto, tengo a far presente che, sia l`anno scorso che quest`anno, mi sono attivato più di una volta presso le autorità segnalando delle anomalie grossolane in locali o circoli. Il risultato è stato pressoché nullo e chi mi ha risposto ha sempre addotto come causa dei mancati controlli la scarsa disponibilità di mezzi e uomini. A questo punto ho tratto delle conclusioni. L`amministrazione perché mai dovrebbe impegnare sistematicamente mezzi e uomini in controlli assidui, con turni di notte, nei locali notturni? Nel caso succeda un`altra disgrazia l`amministrazione non avrà colpe, com`è stato nel caso dello Sme, dove era addirittura proprietaria dei muri, doveva dare le autorizzazioni, doveva controllare. Dai processi è emerso che nulla era in regola, però per la giustizia italiana, l`amministrazione non è stata colpevole. E` più facile e remunerativo piazzare degli autovelox: sono entrate sicure con poca spesa. Veniamo ora a chi gestisce questi pseudo locali: perchè mai dovrebbe chiedere autorizzazioni, concessioni, seguire lunghi iter burocratici per mettersi in regola e spendere cifre notevoli per eventuali adeguamenti? Abbiamo visto che i controlli sono scarsi se non addirittura inesistenti. Se per caso, sempre com`è successo allo Sme, dovesse avvenire una disgrazia, cosa rischiano? Poco o nulla. A distanza di otto anni dall`evento dello Sme, dopo due condanne per nove persone, in primo e secondo grado per omicidio colposo, stiamo aspettando che, da un momento all`altro, ci arrivi la comunicazione dell`avvenuta prescrizione. Penalmente decade l`imputazione d`omicidio colposo. E` come se non fosse successo nulla. Civilmente il processo non è ancora avviato però, come risulta dagli atti giudiziari di condanna di primo e secondo grado, gli imputati avrebbero dovuto pagare una provvisionale per le spese sostenute. Finora alcuni di loro, quelli più sensibili, se la sono cavata con una provvisionale di euro 16500, altri di questi nove, non hanno sentito il dovere di risarcire le spese sostenute. Intanto continuano imperterriti a svolgere il loro lavoro come prima. Considerando che la morte di una persona può essere risarcita con pochissimi euro facendola franca sul fronte penale, mai si dovrebbero mettere in piedi degli apparati di controllo costosi, seguire delle norme e delle regolamentazioni complicate ecc., l`importante è che si faccia presto e con poca fatica, grazie alla lentezza del sistema giudiziario il mondo è sempre più dei cosiddetti “furbi“. Capisco che il problema dell`aggregazione dei giovani è una cosa importantissima, ma non è permettendo ai furbi di lucrare che si aiutano i giovani a cresce.


Andrea Veronesi

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