Provinciali è record di candidati
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fonte:
- La Stampa
Di tutto, di più. Non è il ritorno della pubblicità della Rai ma l?offerta elettorale che il 12 e 13 giugno i torinesi che si recheranno alle urne (un milione e 400 mila circa) troveranno sulla scheda gialla. Accanto ai simboli tradizionali è un proliferare di piccole formazioni che puntano ad intercettare il malcontento dei cittadini o a sfruttare le simpatie pacifiste di gran parte della popolazione. Un campionario con 34 simboli: dai consumatori ai fedelissimi granata che scendono in campo a difesa del Filadelfia, lo stadio di Valentino Mazzola; dagli automobilisti a chi rifiuta l?euro. E poi ancora nostalgici della vecchia Libertas, propugnatori dell?unione tra pensiero ed azione. E? finita? No: oppositori dell?Alta velocità o dell?inceneritore. Tre le liste che utilizzano la parola pensionati e altrettante quelle che usano l?espressione pace sopra la bandiera arcobaleno. Qualcuno come i verdi è parte attiva del movimento pacifista altri utilizzano quel termine che in realtà è l?acronimo di Partito Autonomista Cristiano Europeo che raccoglie l?eredità di Piemonte nazione.
Diciannove i candidati alla presidenza. La sfida si gioca tra Antonio Saitta (Ulivo allargato) e Franco Maria Botta, centrodestra senza la Lega Nord (si presenta con Arturo Calligaro) e il nuovo Psi (candida Piero Luigi Carcerano). Nove le liste che appoggiano Saitta: Margherita, Ds, Prc, Comunisti Italiani, Verdi, Repubblicani Europei, Sdi, Lista Di Pietro e Alleanza popolare-Udeur. L?assessore regionale all?Urbanistica è sostenuto da Forza Italia, An, Verdi-Verdi e Unione Pensionati. Botta dovrà fare i conti con due formazioni di estrema destra: Ms-Fiamma Tricolore (Valerio Cignetti) e Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini (Bruno Massari).
Il ritorno della vecchia Dc – Libertas Democrazia Cristiana che presenta Denis Martucci – potrebbe portare via voti all?Udc di Marco Follini ma anche sottrarre consensi a Saitta che per anni è stato esponente di punta della sinistra democristiana. Puntano al voto moderato anche i Democratici Europei di Centro (Paolo Ferraris), il Patto Segni-Scognamiglio (Walter Cravenghi) e il movimento Politico Pensiero e Azione (Antonio Piarulli). Il portavoce della Margherita a Palazzo Lascaris potrebbe perdere preferenze a favore della lista No Tav (Ivana Galliano in Di Marco) e di Giancarlo Tapparo, consigliere regionale del centrosinistra che corre per l?Unione Civica dei Riformatori. Problemi per Saitta ma, soprattutto, per alcuni partiti della sua coalizione, potrebbero arrivare da Maurizio Lupi sostenuto dalle liste Pace e No Inceneritore. Scontro all?ultimo voto tra le liste dei pensionati. Si ripresenta per la presidenza Liliana Cavallo, esponente dei Pensionati per l?Europa. Contro di lei scende in campo Luigina Staunovo Polacco per i Pensionati ed Invalidi. L?Unione Pensionati di Onorato Passarelli appoggia invece Botta. Renzo Rabellino è sostenuto da tre formazioni: No Euro, Noi Automobilisti e Pace. In campo anche Tiziana Sorriento (Codacons-lista consumatori); Ivan Marchetti (partito Umanista) e Manlio Collino (movimento Filadelfia).
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