14 Novembre 2007

Provincia e Ausl fuori dal processo

NON SI SONO COSTITUITE PARTI CIVILI COME REGIONE E MINISTERO DELL`AMBIENTE

PRIMO tempo e poi partita sospesa. L`udienza preliminare su Rifiutopoli Uno cede agli scogli delle eccezioni delle costituzioni di parte civile e rinvia al 29 gennaio tutto il resto. Compreso il previsto robusto fascicolo delle contestazioni all`utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. DA IERI sono ufficialmente entrati come attori del processo due parti civili di notevole peso specifico: il giudice per l`udienza preliminare, Francesco Cortesi, ha infatti accolto le richieste della Regione Emilia Romagna e del ministero dell`Ambiente. Niente da fare invece per il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Da anni una delle ammiraglie della tutela delle tasche dei cittadini, il Codacons pretendeva un posto in prima fila in aula. Rifiutopoli per l`associazione era sinonimo di truffa ai cittadini. Il giudice Cortesi ha invece detto no. Niente parte civile. E niente parte civile nemmeno per l`Ausl. Che però, e qui sta la palese dissonanza, non ha nemmeno chiesto di esserci. Così come la Provincia di Forlì-Cesena. Morale: i due enti pubblici che molto più di ministero dell`Ambiente e Regione sono stati toccati dallo scandalo del 2004, sono fuori dai giochi processuali. Per loro volontà. LE questioni preliminari, come si prevedeva, danno il via all`udienza, ieri verso le 10, che si consuma nell`aula della Corte d`assise: troppi gli avvocati per contenerli nella classica saletta delle udienze preliminari al terzo piano del palazzo di giustizia. E tanti dovevano essere pure gli indagati. Trenta. Quasi tutti però sono rimasti a casa. Tutti a parte Tolmino Giunchi, ex dirigente del servizio risorse idriche e Difesa del suolo e dei Beni ambientali della Provincia. Il 9 settembre del 2004 Tolmino finisce in cella alla Rocca. E` accusato di corruzione, abuso d`ufficio, rivelazione di atti d`ufficio e millantato credito. IN UN`IMMAGINE rubata da una microcamera spia dei carabinieri scodellata nel suo ufficio, Tolmino viene immortalato mentre riceve una busta da uno della famiglia Laghi. "Era una busta e basta. Non c`erano soldi dentro", dirà poi Tolmino in carcere. I risultati delle intercettazione danno altre indicazioni: migliaia di frasi in cui si parlava di soldi e rifiuti. Tangenti in cambio di permessi. Ma nella prossima udienza, i legali degli indagati che non vogliono né patteggiamenti né riti abbreviati, contesteranno l`utilizzabilità di quelle parole dette al telefono e registrate dagli inquirenti. Gran parte della polpa dell`accusa sta in quelle parole. Per questo gli avvocati sperano che il giudice le rifiuti come prove in un eventuale processo. Maurizio Burnacci

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