Prove di ripresina: cresce la produzione
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fonte:
- Libero
È presto per festeggiare, ma qualcosa finalmente si muove. A novembre, dopo 26 mesi di retromarcia, la produzione industriale a nuovamente ingranato la prima, segnando una crescita dell’ 1,4% rispetto al 2012. Un segnale importante, che va comunque preso con le molle. Negli undici mesi l’ indice resta infatti negativo del 3,1% e anche sul fronte congiunturale (mese su mese) gli analisti, dopo il +0,5% di ottobre, si aspettavano anche a novembre un incremento un po’ più consistente dello 0,3% registrato ieri dall’ Istat. Come spiega il Codacons, «al di là del traguardo di aver interrotto la serie annua negativa, l’ incremento congiunturale di novembre non solo è inferiore a quello registrato ad ottobre, ma spessa il trend crescente iniziato ad agosto (0%) e proseguito a settembre (0,2%)». Nel dettaglio, la spinta è arrivata dai settori della farmaceutica (+10,8%), dell’ elettronica (+10,5%) e dei mezzi di trasporto (+10,3%). Settori a cui si è aggiunta la ripartenza significativa dell’ auto, cresciuta del 19,7% dopo i crolli degli scorsi mesi. Soddisfatte anche le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, che hanno sottolineato l’ aumento registrato dall’ alimentare (+2,8%). Anche per i prossimi mesi i segnali restano in chiaroscuro. Secondo il Centro studi di Confindustria a dicembre ci sarà un nuovo ristagno della produzione, con una variazione nulla rispetto a novembre e un dato complessivo sul 2013 in flessione del 2,8%. La variazione tendenziale dovrebbe, però, restare positiva, con una crescita dell’ 1,3% sul 2012. E ottimismo c’ è anche sugli ordini, stimati in crescita dello 0,7% su novembre e dell’ 1,8% sullo stesso mese dell’ anno precedente. A novembre gli indicatori si erano fermato rispettivamente a +0,5% e +1,2%. «Bisogna crederci e serve ottimismo», ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che sulla possibilità di una ripresa dell’ economia per la metà di quest’ anno si è però limitato a dire «speriamo». A credere nelle capacità di ripartenza del nostro Paese è senz’ altro l’ Ocse, che già nei mesi scorsi aveva anticipato un calo della fase recessiva e ieri ha addirittura registrato un andamento dell’ Italia più rapido di quello europeo. Dopo aver indicato per novembre un «un miglioramento nella maggior parte delle economie avanzate», l’ organismo internazionale ha attribuito all’ Italia un incremento del superindice del 2,5% a 101,2 punti rispetto ad una media europea dell’ 1,97%. Risultato che l’ Ocse definisce «un cambiamento positivo nello slancio». E buone notizie arrivano anche da Via XX Settembre, dove le aste dei Btp sono andate tutte a segno con rendimenti in sensibile calo. Per quanto riguarda i collocamenti il Tesoro ha piazzato sul mercato complessivamente 8,20 miliardi di euro di titoli, l’ ammontare più venduto in un solo giorno da maggio 2011. I 4 miliardi di Btp a 3 anni hanno registrato un rendimento in calo dall’ 1,79% di novembre all’ 1,51%, il miglior risultato storico dall’ ingresso nell’ euro. Collocati poi Btp a 7 anni per 2,5 miliardi, il massimo previsto, con un rendimento medio del 3,17% e Btp a 15 anni per 1,695 miliardi, con un tasso in calo al 4,26% dal 4,59% di ottobre.
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