«Prove da annullare»
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fonte:
- Giornale di Vicenza
La Codacons e il sen. Fabris contro le fughe di notizie
Al Classico il brano del temuto Tacito dà del filo da torcere, mentre allo Scientifico si soffre per calcolare il volume di una bevanda in una lattina
Il più temuto, il più temibile. Tacito è arrivato puntuale, anzi puntualissimo, visto che il libro VI, capitolo XXII, degli Annales ha fatto la sua comparsa in rete alle 7.15 di ieri mattina, ben quarantacinque minuti prima dell?apertura delle buste nelle aule d?esame. In qualche sito, poi, già alla mezzanotte di mercoledì era comparsa l?indicazione ?Tacito? come autore certo della versione di latino destinata agli studenti del classico. La beffa della maturità ?tecnologica? si è dunque compiuta anche quest?anno, nonostante il Ministero – è il giudizio unanime degli insegnanti – abbia ?tarato? alto il livello delle prove.
Una contraddizione sottolineata da più parti, a cominciare dalla Codacons, l?associazione di consumatori, che definisce l?esame di maturità 2005 una ?barzelletta? e chiede di annullare le prove scritte, richiesta alla quale si associa anche il senatore dell?Udeur Mauro Fabris. In un?interrogazione urgente presentata al ministro Moratti, Fabris sollecita inoltre provvedimenti per chi si sia reso colpevole della diffusione dei temi «assai prima dei tempi stabiliti, facendo comparire nei siti studenteschi fin dalle prime ore del mattino il testo della versione di latino con relativa traduzione».
Un brano, tratto dall?opera più celebre di Tacito, gli Annales, «non particolarmente difficile ma comunque impegnativo – è il giudizio di Giovanni Giolo, docente di latino e greco al liceo Pigafetta – e tale da far emergere la famosa inconcinnitas tacitiana. Sul destino degli uomini, se esso sia determinato dal fato o dal caso (la famosa tyche greca), l?autore si dichiara incerto se seguire la dottrina epicurea secondo la quale gli dei vivono una vita beata e non si curano degli uomini e delle cose umane, oppure la filosofia stoica che, pur concedendo agli uomini la libertà dello spirito, ritiene che gli avvenimenti umani siano determinati dal fato, il quale guida chi volontariamente si sottomette (il famoso amor fati di Seneca) e trascina comunque chi gli si oppone. Per gli stoici il bene supremo è la virtù capace di rendere l?uomo felice, anche se vive in mezzo alle avversità».
Il messaggio di Tacito da questo punto di vista non è nuovo. «Come sostiene Seneca nel De providentia – conclude Giolo – le avversità sono prove volute dalla divinità per fortificare l?animo dei buoni e dei saggi, temprato e purificato dalle sofferenze».
Ma a ?temprarsi? a suon di calcoli e ragionamenti sono stati anche gli studenti dei licei scientifici che si sono cimentati con problemi e quesiti «che di anno in anno – osserva Luigi Cariolato, insegnante di matematica e fisica al liceo Lioy – si fanno sempre più impegnativi, perché richiedono ai ragazzi una certa autonomia nel procedimento che si acquisisce in cinque anni di studio». Ma anche i più ?secchioni? ieri mattina hanno dovuto sfoderare tutta la loro concentrazione per affrontare il calcolo del volume di solidi di rotazione attraverso l?inversione di una funzione previsto dal primo problema, oppure, in alternativa, lo studio di una funzione di tipo trascendente con logaritmi esponenziali, seni e coseni contenuti nel secondo. In più una decina di quesiti, cinque dei quali obbligatori, tra i quali uno particolarmente curioso, in cui si chiedeva di calcolare il volume di una bevanda contenuta in una lattina.
«Un problema di massimo piuttosto classico – conclude Cariolato – che rivela una tendenza in atto, quella di applicare la matematica a contesti reali come l?industria e il commercio».
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