Prove di ammissione si parte con psicologia
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fonte:
- La Provincia Pavese
PAVIADomani, nel palazzo di San Tommaso, si entra nel vivo delle prove di ammissione per le facoltà a numero chiuso. Nella giornata di domani è infatti in programma la prova per l’ ammissione alla laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche. Martedì 5 settembre invece va in scena, in via Ferrata, la prova di accesso per la facoltà di medicina: gli iscritti sono 1824 per 187 posti disponibili a medicina e 27 a odontotecnica. Lo scorso anno erano 190 a medicina e 22 a odontotecnica. È di molto aumentato il numero di iscritti che erano 1654 nel 2016. I 187 posti messi a disposizione dell’ università di Pavia sono superiori di 2 unità rispetto ai posti che provvisori assegnati all’ ateneo pavese a fine giugno. I posti disponibili sono di fatto inalterati da un anno all’ altro (la differenza è di 3 unità). Gli studenti hanno avuto tempo fino al 25 luglio per iscriversi ai test. Per la prova in Medicina il quizzone prevede 60 quesiti a risposta multipla – 2 di cultura generale, 20 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica. Ecco il calendario delle altre prove: il 7 settembre sarà la volta di ingegneria edile e architettura; l’ 11 e il 12, a Cremona, dove è stato attivato il corso, la prova per l’ accesso a conservazione e restauro dei beni culturali; il 13 è invece in calendario la prova per la laurea nelle professioni sanitarie, il 14 si svolgerà il test per medicina in lingua inglese. Il test di medicina è la madre di tutte le prove: d’ altro canto, stando agli ultimi dati disponibili, solo un candidato su sei riesce a entrare. Il numero è chiuso per davvero e infatti si trascina da anni una polemica contro le scelte del Miur. Tra l’ altro più volte in passato gli studenti che hanno sostenuto il test hanno lamentato la qualità delle domande del cosiddetto quizzone: che sarebbero troppo aleatorie e quindi per nulla adatte a selezionare i candidati. Tra l’ altro proprio nei giorni scorsi la sentenza del Tar favorevole a un ricorso presentato dagli studenti della Statale di Milano contro il numero chiuso nelle facoltà di scienze umanistiche ha sparigliato di molto le carte. Si attende il pronunciamento del consiglio di Stato. Tra l’ altro sulla questione del numero chiuso hanno fatto sentire la propria voce le associazioni dei consumatori. Codacons interviene sulla questione del numero chiuso nelle università italiane, diffidando tutti gli atenei a non chiedere agli studenti pagamenti in denaro per corsi di preparazione e iscrizioni a test di ammissione, minacciando denunce in Procura. «Da anni sosteniamo come il sistema del numero chiuso nelle facoltà universitarie sia non solo illegittimo, ma una macchina per far soldi che danneggia gli studenti e ingrassa le casse degli atenei, che utilizzano tale business inventandosi numeri chiusi anche per materie non previste dalla legge – spiega il presidente Carlo Rienzi – e la conferma arriva ora dalla recentissima decisione del Tar del Lazio, che ha annullato l’ introduzione di soglie agli accessi per sei corsi di laurea presso la Statale di Milano». «Attraverso una interpretazione sbagliata delle leggi – prosegue Rienzi – le università italiane hanno esteso sempre di più il numero chiuso, con una grave lesione del diritto allo studio: per tale motivo il Codacons diffida ora tutti gli atenei a non richiedere agli studenti pagamenti in denaro per sostenere corsi di preparazione e test di ammissione alle facoltà che prevedono soglie agli accessi, e minaccia un esposto alle Procure allo scopo di accertare se il numero chiuso esteso oltre la legge possa configurare l’ ipotesi di abuso di atti d’ ufficio». (p.a.v.)
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