Protezione per tutti e scuole più sicure
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fonte:
- Il Tempo
«I vaccini sono i farmaci che presentano il miglior rapporto rischio -benefici ed hanno effetti collaterali rarissimi. Ede quindi giusto renderli obbligatori, come sie fatto in passato peri caschi». Si richiama al fortunato precedente motociclistico il professor Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’ Istituto San Raffaele di Milano, per analizzare la nuova misura annunciata ieri dal Governo sull’ obbligatorietà della vaccinazione per poter accedere alle scuole dell’ obbligo. Promuove il decreto Lorenzin? «Ovviamente non conosco il dettaglio della norma proposta, però il concetto di fondo mi sembra molto giusto. Fa bene il ministro Lorenzin a impegnarsi perché le vaccinazioni siano obbligatorie per iscriversi a scuola. Fa bene perché questo renderà le scuole più sicure, proteggendo sia i bambini vaccinati, sia quelli che non si sono ancora vaccinati. Insieme a quelli che non si sono potuti vaccinare, magari perché stanno guarendo da una leucemia e non possono farlo». Però c’ è già chi, come l’ associazione Codacons, critica “il metodo coercitivo individuato dal ministro”, annunciando ricorsi in tutte le sedi pur di assicurare il diritto allo studio nelle scuole dell’ obbligo anche per chi non vorrà vaccinarsi. Che ne pensa? «Penso che, quando parliamo del diritto allo studio, dobbiamo sempre ricordarci che anche i bambini immunodepressi, trapiantati o ammalati, nei quali i vaccini sono controindicati, e infezioni come il morbillo possono essere letali, hanno lo stesso identico diritto di frequentare le scuole e studiare senza rischiare la vita. Anche loro hanno questo diritto, anzi io lo vedo prevalente rispetto a quelli che invocano i genitori che non vogliono vaccinare i figli sulla base di pericolose bugie senza nessuna base scientifica». Ma l’ obbligo non rischia, alla fine, di diventare controproducente, considerate le tante, storiche “allergie” italiane ai vincoli legislativi ? «Ma all’ estero ha funzionato. Pensi alla Cali fornia dove, dal 2015, anche grazie alla battaglia del padre di un bambino guarito dalla leucemia, la vaccinazione e obbligatoria per essere ammessi a scuola. E le coperture vaccinali lì sono salite alle stelle. Certo, poi non e detto che funzionerà anche in Italia, ma io penso che sia proprio il caso di provarci. Non dimentichi che il divieto di fumo nei luoghi pubblici ha funzionato, così come l’ obbligo del casco ha funzionato: e allora magari funzionerà anche l’ obbligo di vaccinazione». Però i suoi colleghi no-vax chiedono che almeno vengano indicati sia i benefici che i rischi dei vaccini: non è d’ accordo? «Va bene, ma e giusto però ricordare anche che i vaccini sono i farmaci che presentano il miglior rapporto rischio -benefici ed hanno effetti collaterali rarissimi». E non possono, anche in questo caso, invocare quel lache chiamano libertà di scelta? «Gli antivaccinisti invochino pure la libertà di scelta. Ma, a mio modo di vedere, non si può invocare la libertà di scelta quando la scelta che si pretende di poter fare finisce per danneggiare gli altri. Perché chiedere di essere lasciati liberi di non vaccinare i propri figli e come chiedere di essere lasciati liberi di guidare ubriachi. La libertà non e questo, la libertà e altra cosa». E come descriverebbe, invece, il dovere di vaccinarsi in un paese finito nella black -list dei turisti Usa dopo che e divenuto maglia nera d’ Europa per i casi di morbillo, che sono quintuplicati rispetto all’ anno scorso, e con il Lazio prima Regione italiana per numero di malati? «Ricordo solo che, quando un vaccino entra in contatto con il nostro sistema immunitario, produce un gran numero di anticorpi, ovvero delle proteine che ci difendono dall’ agente infettivo. Gli anticorpi sono migliaia, tutti uno diverso dall’ altro ela risposta anticorpalee diversa da individuo a individuo. Talvolta questa risposta e molto efficace, per esempio proprio nel caso del morbillo, e una volta guariti dalla malattia gli anticorpi che si hanno rendono immuni per tutta la vita».
antonio sbraga
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