27 Settembre 2001

Protezione civile alla sbarra

Due morti a Reggio Calabria. Rinvio a giudizio per 6 funzionari
Protezione civile alla sbarra

ROMA – Concorso in omicidio colposo, abuso d`ufficio e falso in atto pubblico. Questi – rende noto il Codacons – i reati contestati dalla procura di Roma, a seconda delle posizioni, a sei tra dirigenti e funzionari della Protezione civile in carica nel 1998 nonché ad un responsabile della società Sorem per presunte omissioni, negligenze e ritardi nella predisposizione di servizi antincendio nel 1998 che avrebbero anche provocato la morte di due persone in provincia di Reggio Calabria. L`associazione di tutela dei consumatori ha spiegato che il pm Silverio Piro ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Todisco, all`epoca dei fatti capo del dipartimento della Protezione civile; Maria Carolina Lecchini, dirigente di prima fascia del dipartimento dei servizi tecnici nazionali presso la Presidenza del Consiglio; Francesco D`Arcangelo, Massimo Irsuti, Aldo Cavallari e Roberto Andreani, membri della commissione di vigilanza, e di Giuseppe Spadaccini, legale rappresentante della Sorem. Le richieste del pm saranno esaminate dal gip Claudio Tortora il 6 novembre prossimo. L`inchiesta – ricorda il Codacons – era stata avviata in seguito a una denuncia dell`associazione che lamentava «la concessione, da parte della Protezione civile, dell`appalto per i Canadair Cl 415 alla Sorem, società priva di tutti i requisiti necessari per lo svolgimento del servizio antincendio, nel triennio `98-2000». Nella richiesta di rinvio a giudizio – informa il Codacons, che nel procedimento è stato riconosciuto parte lesa – si afferma che i vertici della Protezione civile avrebbero procurato un «ingiusto vantaggio patrimoniale alla Sorem derivante dall`aggiudicazione del servizio aereo antincendi boschivi, malgrado la stessa fosse sprovvista, all`epoca dei fatti, dei requisiti tecnici, logistici e finanziari».

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