30 Giugno 2012

Proteste e bassa adesione

Proteste e bassa adesione

 Per aiutare negozianti e consumatori finali, un provvedimento bipartisan approvato dal Consiglio della regione Lombardia ha imposto la sospensione per un anno di tale divieto, quindi sarà applicato anche per i saldi invernali. Il provvedimento, che ha carattere d’ urgenza e quindi già operativo, ha anticipato quindi di fatto l’ inizio dei saldi a Milano e in Lombardia di un mese intero, rendendo legali gli sconti che molti negozi sono soliti praticare prima della fatidica data. Da sabato 9 giugno a Milano e in tutta la regione i negozi hanno esposto liberamente cartelli promozionali e cominciato a scontare la merce non venduta nei mesi precedenti. Attenzione però che la percentuale di sconto in questo caso difficilmente supera il 20-30%. Per i grandi affari quindi bisogna aspettare l’ inizio ufficiale dei saldi il 7 luglio. Il provvedimento è stato presentato in via sperimentale dai consiglieri regionali Massimiliano Orsatti della Lega Nord, Stefano Tosi del Partito Democratico e Mario Sala del Pdl, presidente della Commissione Attività Produttive, per consentire alle famiglie di accedere per un periodo più lungo a tutti gli sconti e offerte sul guardaroba estivo. Il provvedimento è stato approvato all’ unanimità, con la sola eccezione del partito Sel (Sinistra ecologia e libertà) che si è astenuto. In un primo momento sembrava che i commercianti fossero entusiasti della legge che cancellava il divieto di vendite promozionali un mese prima dei saldi, una legge accolta con positività dai piccoli negozianti. In realtà non molti hanno aderito all’ iniziativa. Anzi tanti hanno protestato, primo fra tutti il Quadrilatero della Moda, cuore dello shopping milanese. Per le grandi e raffinate boutique del lusso e delle griffe più richieste si tratta di un vero danno economico. Secondo Guglielmo Miani, presidente dell’ associazione della Via Montenapoleone, molti stranieri organizzano i viaggi a Milano a ridosso dei saldi, per acquistare le grandi marche a prezzi scontati. Anticipare i saldi di un mese significa penalizzare le loro vendite: “Siamo favorevoli a un’ anticipazione dei saldi, ma sono necessarie regole precise: una proposta potrebbe essere quella di limitare la percentuale di sconto e/o il valore totale della merce disponibile a questi ribassi anticipati. Bisogna poi chiedersi che vantaggio si ha nel realizzare le collezioni di primavera/estate se poi i capi, che sono il fiore all’ occhiello e l’ eccellenza, vengono svenduti a prezzi non competitivi” ha concluso Miani. Ma non solo le griffe hanno deciso di ignorare la proposta della regione Lombardia di scontare gli articoli in vendita. L’ iniziativa è stata ignorata anche da altri esercenti commerciali che hanno i negozi nelle più famose vie dello shopping milanese, come corso Buenos Aires, via Torino e corso Genova. Insomma, tutti uniti contro questa opportunità che, in teoria, aveva l’ obiettivo di dare uno slancio maggiore alla compravendita soprattutto nel settore dell’ abbigliamento. Partenza flop per questo anticipo di saldi estivi 2012: l’ iniziativa è stata fortemente criticata anche da Confesercenti, che parla di un provvedimento “che colpisce le piccole imprese del settore moda e che favorisce solo le grandi catene, le sole in grado di sostenere il necessario lancio pubblicitario di simili iniziative”. Secondo il Codacons la decisione è stata un vero e proprio buco nell’ acqua, se si calcola che ci sarebbe stato un calo medio delle vendite del 70% rispetto alla prima giornata.

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