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7 Settembre 2016

Proteste delle associazioni studenti «I test violano il diritto allo studio»

Proteste delle associazioni studenti «I test violano il diritto allo studio»

• ROMA. «Non solo inefficaci, ma anche dannosi», «una violazione del diritto allo studio». Le associazioni studentesche da tempo chiedono l’ abolizione dei test d’ ingresso all’ u n ive r s i t à e anche quest’ anno, in occasione dell’ odierna prova d’ accesso a Medicina e Odontoiatria, hanno fatto sentire la loro voce, a cominciare da un blitz notturno davanti alla sede del Miur a Roma e dall’ affissione di cartelloni e striscioni con sopra scritto «Chiuso – il numero chiuso chiude gli ospedali» agli ingressi dell’ Umberto I di Roma e del Sant’ Orsola-Malpighi di Bologna. Sit in davanti ai principali atenei e flash mob alla Sapienza dove due improvvisati «buttafuori» stamani selezionavano i candidati in base a «segno zodiacale e colore di capelli». «Quella che avviene con il test – spiega Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’ Udu – è una selezione che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Davanti a una drammatica riduzione degli studenti che si iscrivono all’ università, il ministero risponde nel peggiore dei modi: i bandi contengono elementi peggiorativi rispetto al passato, come la diminuzione sostanziale dei posti disponibili (se ne perdono più di 1000, di cui 300 a medicina) e la chiusura anticipata delle graduatorie al termine del primo semestre, lasciando immaginare che questo comporterà un’ ulteriore riduzione dei posti». «Anche l’ Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione» fa notare Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza. Di certo sul fronte della protesta si schiera anche il sindacato dei medici dirigenti (Anaao Assomed): «La formazione dei medici rimane un buco nero che rischia di ingoiare il futuro non solo delle nuove generazioni, ma anche del Servizio sanitario nazionale», producendo schiere di futuri medici «inoccupati o disoccupati» commenta il segretario Costantino Troise. Il Codacons invita a guardare Oltralpe. «I test di ammissione non hanno alcun rapporto con il reale fabbisogno di medici e dentisti nel nostro paese, ed esistono solo perché le università italiane non possono accogliere tutti gli studenti che ne fanno richiesta. I test – spiega il presidente Carlo Rienzi – vanno aboliti, e occorre adottare un modello analogo a quello francese, dove la selezione avviene in modo naturale e nel primo anno di università. In Francia infatti le matricole del corso di medicina devono finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami: così facendo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico».

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