9 Agosto 2007

PROTESTE DEL CODACONS “Il sindaco obblighi i negozi a restare aperti“

PROTESTE DEL CODACONS “Il sindaco obblighi i negozi a restare aperti“
L`associazione consumatori: troppe chiusure, per agosto s`introduca la turnazione

MILANO IL CODACONS chiede al sindaco, Letizia Moratti, di essere lei a determinare i turni dei negozi che dovranno rimanere aperti d`agosto. L`associazione dei consumatori ha calcolato che per garantire un servizio decente ai milanesi rimasti in città, dovrebbe funzionare almeno il 30% degli esercizi commerciali. Ci vorrebbe un`ordinanza e il modello resta Torino, che non solo ha provveduto, ma fa anche rispettare l`impegno con multe scoraggianti dai 500 ai 3 mila euro. “PER ANNI abbiamo chiesto inutilmente al Comune che si facesse carico di promuovere accordi, su base volontaria, per arrivare a una turnazione più ragionevole delle chiusure“. Partendo dalla guida “Milano Aperta“, l`associazione ha esaminato la situazione, costruendo uno schema inverso da quello redatto dal Comune. Invece di segnalare le aperture, sottolinea le chiusure. IN ZONA 1, in centro, non ci sono drogherie aperte, ma va detto che le drogherie vanno scomparendo. Un solo fruttivendolo è aperto fino a sabato 11 e poi tabula rasa fino al 29. Solo una gastronomia funziona dal 12 al 26, poi seguono una sola latteria per tutto il mese, una macelleria fino al 26 e una salumeria dall`11 al 21. Le Zone sono vaste come una cittadina di provincia, immaginatene una tipo Sondrio con un solo macellaio. Sta bene chi gli abita vicino. UN`ALTRA zona critica è la 6: “Ci sono 13 negozi alimentari ? sottolineano al Codacons ? A dimostrazione della mancanza di una politica di coordinamento da parte del Comune, le macellerie aperte sono 7, forse troppe, ma dopo Ferragosto non ci sarnno drogherie, latterie, fruttivendoli aperti“. Nelle altre zone, osserva sempre l`associazione, la situazione è migliore, anche se nella 7 c`è un solo fruttivendolo aperto, ma nessuno dal 12 al 18. Nella Zona 2, dal 13 al 19, non ci sarà aperto alcun droghiere o salumiere. I NEGOZI saranno chiusi, ci saranno però i supermercati, i mercati rionali e i comunali coperti. La grande distribuzione, tanto avversata dai piccoli commercianti, farà il suo servizio. È vero che si può permettere la rotazione del personale, a questo punto si potrebbe accettare il discorso della rotazione dei negozi, come avviene in qualsiasi lavoro o professione. Altrimenti lamentarsi, dopo, non serve. I MERCATI funzionano, con meno bancarelle, ma ci sono. Lo stesso vale per comunali coperti che hanno una clientela molto particolare. Servono soprattutto gli anziani. Nati per fare da calmiere ai prezzi, continuano la loro funzione e cercano di conservare un ruolo sociale. La città non resta sguarnita, ma la comodità è un`altra cosa. Così, come si accordano, per forza, gli edicolanti e i farmacisti, lo stesso potrebbero fare tutti gli altri. Non è impossibile. Intanto, diversi negozianti hanno deciso di tenere aperto solo alla mattina. Abbiamo già avuto occasione di parlarne. Non è una cattiva soluzione ed è stata scelta da qualche macellaio e panettiere. Anche in questo caso, con un minimo di organizzazione, il servizio non resta sguarnito e soprattutto viene mantenuta la postazione.

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