24 Giugno 2007

Proteste contro l’autovelox

Proteste contro l’autovelox
Cepagatti, apparecchio non segnalato sulla 602

CEPAGATTI. Il Codacons, il sindacato dei consumatori che nei giorni scorsi ha attivato uno sportello a Cepagatti, interviene sull’impiego dell’autovelox, che non di rado verrebbe utilizzato come "strumento per fare cassa", più che come sistema di prevenzione per la sicurezza stradale. Il Codacons ha risposto alla segnalazione del responsabile del locale Movimento di difesa civica, Camillo Sborgia, che ha raccolto le lamentele di cittadini sui rilievi della velocità effettuati dalla polizia provinciale lungo la Statale 602. "L’11 giugno la polizia provinciale aveva posizionato un autovelox in una posizione tale da impedirne la vista", ha scritto Sborgia al Codacons, "Inoltre, il mezzo della Provincia sostava in un’area privata al di fuori del guard-rail. Non c’erano cartelli per segnalare la presenza dell’apparecchio. La funzione dell’autovelox è soprattutto un’adeguata segnalazione per avvisare gli utenti al rispetto delle norme e non di raccogliere multe". "Diverse prefetture, recependo un’indicazione del ministero, hanno dato disposizione agli organi di polizia affinché i dispositivi elettronici di rilevamento della velocità siano ben visibili, da lontano, di giorno e di notte, a prescindere dall’eventuale segnale che avvisa gli automobilisti", è la risposta del responsabile del Codacons, l’avvocato Vittorio Ruggeri, "Purtroppo, la prassi di operare in spregio a tale principio, consolidata in molte realtà italiane, ha fatto sì che il sistema di accertamento delle infrazioni al codice della strada si trasformasse in uno strumento per fare cassa. Inoltre, il regime di concessione ai privati appaltatori, che incamerano percentuali sugli utili, rende abnorme, se non addirittura illegittimo, l’attuale sistema in cui il cittadino diventa un limone da spremere piuttosto che un automobilista da educare".

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