Proteste a Lecce per i negozi chiusi
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – L’ invasione dei turisti iniziata già giovedì mattina. Il centro storico di Lecce brulica di vacanzieri arrivati da ogni angolo d’ Italia e del mondo, per godersi le bellezze del barocco in questo week end pasquale. Ma per tutti, sarà l’ amara sorpresa di vedere le serrande dei negozi rigorosamente abbassate, anche nel giorno di Pasquetta. Una situazione che ha provocato un coro di proteste, alle quali si è unito il ieri il Codacons di Lecce. Attraverso un comunicato, l’ associazione che tutela i diritti dei cittadini ritiene «quasi assurdo che una città a forte vocazione turistica come Lecce stia ancora discutendo se consentire l’ apertura agli esercizi commerciali nel giorno di Pasquetta. Chiediamo con forza al Comune di consentire l’ apertura degli esercizi commerciali per lunedì 25 aprile, una giornata in cui è previsto un aumento significativo delle presenze di cittadini e turisti, anche in concomitanza con una serie di iniziative organizzate dallo stesso Comune» . Una richiesta legittima, ma che è destinata a cadere nel vuoto. E non per cattiva volontà dell’ amministrazione comunale, come spiega l’ assessore alle Attività Produttive a Palazzo Carafa, Luigi Coclite. «Il problema è che quest’ anno il giorno di Pasquetta coincide con il 25 aprile spiega Coclite -. E il giorno in cui ricorre la Liberazione è una delle sei festività in cui è impossibile aprire i negozi, come stabilito da un’ apposita legge regionale, ad eccezione di quegli esercizi commerciali che propongono i prodotti tipici. Insomma, il Comune non ha disposto alcuna ordinanza di chiusura, semplicemente perché questo provvedimento è già stabilito da un’ apposita legge. Sui principi di liberalizzazione si può anche discutere, ma in questo momento certe scelte non dipendono da noi» . Un’ autentica beffa, dunque, per tanti commercianti leccesi, se si considera che in base ai dati ufficiali nel Salento si registra un incremento del 4%di presenze di turisti, rispetto allo scorso anno (un dato straordinario, se si considera che la media nazionale registra delle perdite anche consistenti). E per questo, nel mirino del Codacons finisce soprattutto la legge regionale che di fatto vieta l’ apertura dei negozi. «E’ una legge schizofrenica, scritta male ed applicata peggio -spiega Luisa Carpentieri, responsabile della sede leccese di Codacons -. In più occasioni il Tar di Lecce ha evidenziato come la legge regionale contrasti con i principi ispiratori comunitari e con la normativa nazionale di riferimento. Il 2011 ha portato con sé il raro evento di far coincidere la festività civile della Liberazione, con il giorno del Lunedì dell’ Angelo, tradizionalmente destinato alle gite fuori porta» . Considerato tutto ciò, continua Luisa Carpentieri, «anche facendo seguito alle richieste di molti cittadini ed operatori commerciali, il Codacons ha chiesto al Comune di Lecce di consentire eccezionalmente l’ apertura degli esercizi commerciali per il 25 aprile, nel rispetto del superiore principio di ragionevolezza dell’ interpretazione ed applicazione della legge e del principio della libera iniziativa economica» .
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