protestano le associazioni di consumatori e i gestori
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fonte:
- La Sicilia.it
prezzi alle stelle Roma.Questa volta i forti rialzi dei carburanti, con la benzina a 1,86 euro al litro, sarebbe dovuta all’ aumento dei prezzi internazionali. Ma i consumatori non ci stanno e nemmeno i gestori, con un costo medio della “verde” di 1,79 euro e del gasolio auto di 1,76. I prezzi più alti sono registrati nelle aree del Centro, quelle colpite dal maltempo negli ultimi giorni. I prezzi più alti per la benzina sono praticati dalla Tamoil (1,90 euro/litro), i più bassi (1,706) dalle “pompe bianche”, i gestori indipendenti. Per il gasolio, si va da un minimo di 1,632 euro/litro nelle pompe bianche a un massimo di 1,7731 alla Tamoil. Il Gpl più caro (0,767 euro/litro) è venduto dalla Q8, il più basso (0,733 euro/litro) dalle “pompe bianche”. L’ origine internazionale dei rincari è attribuita ai prezzi del gasolio, che hanno superato mille dollari la tonnellata, mentre la benzina è stabilmente sopra quota mille dal 25 gennaio. I prezzi diffusi dal Quotidiano Energia non sono eguali sul territorio. Nelle metropoli variano da zona a zona e possono scendere, dopo le ore 20, fino a 1,709 per la benzina acquistata senza operatore. Nelle aree disagiate, i prezzi volano fino a sfiorare i 2 euro/litro, pochi centesimi di meno di una bottiglia di Nero d’ Avola acquistata ieri in un supermercato di Roma. Federconsumatori e Adusbef accusano: dall’ inizio dell’ anno il prezzo della benzina è salito di nove centesimi, equivalenti a un aggravio di 108 euro per costi diretti e di 87 euro per costi indiretti. Si teme l’ impatto sul settore alimentare, dove sono attesi rialzi di 181 euro annui. Per la Coldiretti, un Paese come l’ Italia dove l’ 88% dei trasporti commerciali avviene per strada avrà un contagio dei rincari nei prodotti agricoli. Solo il gasolio, con un aumento del 58%, ha provocato un aggravio dei costi stimato in 400 milioni su base annua. Il Codacons denuncia l’ ennesima «speculazione da maltempo» che non trova giustificazione nell’ andamento dei prezzi sui mercati internazionali. Bisogna inviare la Guardia di Finanza per accertare chi e dove abbia praticato rialzi speculativi e ingiustificati. Consiglio che lascia perplessi, perché da luglio ad oggi l’ aumento più vistoso dei prezzi alla pompa è dovuto al fisco, agli inasprimenti delle accise e dell’ Iva. L’ Adoc ha chiesto al governo di tagliare il costo dei carburanti del 10% nelle Regioni colpite dal maltempo (cioè in tutte), aiutando le famiglie in crisi. I benzinai fanno notare che i rifornimenti alle pompe sono diminuiti del 30% nelle ultime settimane e chiedono di «separare la rete di vendita dal controllo asfissiante dei petrolieri». Invocando più libertà e meno fisco. Paolo R. Andreoli
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