Protestano le associazioni dei consumatori: “Aumenti ingiustificati”
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. L’oro nero arriva a 60 dollari al barile e i prezzi della benzina tornano a salire toccando i livelli più alti dalla fine del 2008.
Gli automobilisti più oculati si erano già accorti dei ritocchi al rialzo per un litro di carburante iniziati già da qualche giorno, ma ora anche i più distratti si accorgeranno che fare il pieno è diventato tanto costoso quanto lo era sei mesi fa, quando i prezzi al distributore iniziarono una lenta flessione a fronte di una caduta a picco del costo di un barile di greggio. Anche le due compagnie che avevano tenuto il prezzi al palo, Esso e Shell, infatti, ieri hanno rimesso mano ai prezzi consigliati ai gestori sia per la verde che per il gasolio. Oggi, il prezzo consigliato della benzina oscilla tra i 1,254 e i1,259 euro a litro e quello del gasolio tra i 1,098 e i 1,105 euro a litro.
Troppo per le associazioni di consumatori che denunciano da tempo l’esistenza di un doppio binario lungo cui si muovono i prezzi del carburante in salita ed in discesa. I rincari, secondo il Codacons, «rappresentano solo l’inizio degli aumenti che, puntualmente, ogni anno si registrano con l’arrivo dell’estate e l’incremento degli spostamenti da parte degli automobilisti». Il presidente Carlo Rienzi sostiene che «la velocità disarmante con cui crescono i prezzi di benzina e gasolio alla pompa rispetto le quotazioni del petrolio conferma i sospetti di speculazione a danno dei cittadini».
«Se ce ne fosse bisogno – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – ecco la dimostrazione della doppia velocità del prezzo della benzina». Secondo Adusbef e Federconsumatori per la benzina «oggi siamo in presenza di incrementi del prezzo del petrolio a 57-58 dollari al barile ed immediatamente, con la velocità della luce, vi è stato un adeguamento, che noi giudichiamo speculativo, a 1,26 euro al litro. Dai nostri calcoli, invece, il prezzo si dovrebbe attestare a 1,11-1,12 euro al litro e comunque, dovrebbe seguire una diversa velocità, pari a quella a cui abbiamo assistito nella discesa del prezzo».
Stando ai calcoli del Codacons, i rialzi dei listini alla pompa «comportano un maggior esborso per gli automobilisti pari a 7 euro a pieno, considerato che il prezzo corretto alla pompa dovrebbe essere inferiore di almeno 12-14 centesimi di euro al litro».
Di tutt’altro avviso i petrolieri. Secondo l’Up (Unione dei petrolieri) i prezzi al consumo crescerebbero meno velocemente della materia prima. «Le quotazioni internazionali della benzina, dalla fine di aprile ad oggi, hanno registrato un progresso di oltre 90 dollari a tonnellata, pari a 4,3 centesimi di euro al litro, mentre per il gasolio di 56 dollari a tonnellata, corrispondenti a 2,6 centesimi di euro al litro», spiega Up puntualizzando che «nello stesso periodo il prezzo industriale della benzina, cioè al netto delle tasse, ha invece mostrato un aumento di 3,2 centesimi di euro al litro, mentre quello del gasolio di 1,2 centesimi». «A parità di quotazioni internazionali e tenendo conto dell’effetto del cambio – chiosano i petrolieri – oggi i prezzi al consumo di entrambi i carburanti risultano comunque inferiori di 3-4 centesimi di euro a litro rispetto a sette mesi fa».
Una spiegazione che non basta a tranquillizzare i consumatori in vista delle agognate vacanze estive. Una consolazione è il costo dell’elettricità che ad aprile ha toccato la quota più bassa dal 2007 facendo registrare la sesta riduzione mensile consecutiva.
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