Protestano gli autotrasportatori. Chiesti tagli delle accise fiscali
I Consumatori: tutto più caro per il gasolio Nuovo record del petrolio a 126,40. In Italia la benzina corre verso 1,5 euro
ROMA. Prezzo dei carburanti senza freni. Anche ieri record per benzina e gasolio e c`è ormai il rischio che la verde sfondi quota 1,5 euro e il diesel 1,48. Sempre più allarmate le associazioni dei consumatori, preoccupate per le spese che le famiglie sono costrette a sostenere per coprire i costi della voce `energia`. Una voce, sostiene il Codacons, che, in assenza di interventi rapidi, rischia di tradursi, tra carburanti e bollette, in una stangata da 600 euro annui per i cittadini. Ieri la benzina è volata a 1,483 euro, il gasolio a 1,479 euro al litro. A raggiungere i nuovi picchi l`Agip, che rispetto ai prezzi della fine della scorsa settimana ha aumentato di 1,1 centesimi la verde e di 2,4 il gasolio. Rialzi vicini ai massimi anche per Tamoil, che ha portato la benzina a 1,482 euro e il diesel a 1,478 euro al litro. Anche altre compagnie, inoltre, hanno messo mano ai listini ritoccandoli all`insù. Dati preoccupanti, che si inseriscono in un clima di inflazione in rialzo e di frenata della produzione industriale. A spingere i prezzi dei carburanti nei distributori è ancora il caro-petrolio, che dopo aver superato la soglia dei 126 dollari al barile venerdì, ieri è salito ancora più su, fino a 126,40, nuovo massimo di sempre. A chiedere un intervento di tipo politico o di politica commerciale sono prima di tutto le organizzazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori sollecitano una “immediata riduzione dell`accisa dai 4 ai 6 centesimi“ e insistono perchè si agisca rapidamente. Ancora più pesante l`Adoc, che punta a un taglio fino a 30 centesimi della componente fiscale, abolendo “le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004“. Una manovra – ha calcolato l`associazione – che comporterebbe “risparmi per 360 euro annui“. Le associazioni dell`autotrasporto sono preoccupate del maggior esborso con cui devono fare i conti per fare il pieno. I tir, del resto, si muovono a gasolio. E movimentano qualcosa come l`80% delle merci in Italia. Caro-carburanti, quindi, significa anche aumento di tutto, alimentari in testa. Tenuto conto che “per ogni 3 centesimi di aumento del gasolio si produce uno 0,1% in più sul tasso di inflazione – sostengono Adusbef e Federconsumatori – la ricaduta negativa sui prezzi, calcolata sull`aumento del gasolio autotrazione di 34 centesimi, sarà dell`1,1%, 330 euro annui“.
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