20 Dicembre 2006

Protesta il Codacons Il petrolio cala, niente ribassi per luce a gas

Secondo Nomisma Energia era possibile una discesa delle bollette, ma i meccanismi lo impediranno. Protesta il Codacons
Il petrolio cala, niente ribassi per luce a gas
Nel trimestre gennaio-marzo 2007 tariffe invariate a causa di costi extra

ROMA. Le bollette della luce e del gas, nonostante il ripiegamento delle quotazioni del petrolio negli ultimi mesi, dovrebbero rimare ferme. La previsione arriva dagli esperti tariffari che per il prossimo trimestre gennaio-marzo non prevedono ribassi. Anche se lo spazio per un allentamento dei prezzi – almeno per quanto riguarda l`elettricità – ci sarebbe stato, fa notare Davide Tabarelli di Nomisma Energia ricordando che a pesare sul possibile mancato calo delle tariffe pesano alcuni incentivi. Primi tra tutti quelli previsti dal Cip6, il meccanismo cioè di remunerazione alla produzione con fonti rinnovabili o assimilate. Per quanto riguarda le bollette elettriche a gennaio ci sarebbe potuta registrare – prosegue Tabarelli – una discesa dei prezzi intorno al 2%, grazie all`allentamento delle tensioni sui mercati internazionali del greggio. Un ribasso che sulle bollette delle famiglie tipo – quelle cioè residenti, con 3 Kw di potenza impegnata e consumi sui 225 chilowattora mensili – si sarebbe potuto tradurre in un risparmio di 0,3 centesimi al kwh. Vale a dire in uno sconto di quasi 8,5 euro su base annuale, rispetto alle attuali tariffe. Uno spazio di discesa delle bollette che però – sottolinea Tabarelli – potrebbe essere assorbito dalla necessità di recuperare fondi per la copertura di alcuni extra-costi. Primi tra tutti il Cip6, gli incentivi dovuti cioè dal sistema elettrico alle imprese produttrici che utilizzano fonti rinnovabili e assimilate secondo quando deciso nel 1992 con la delibera numero 6 dell`allora Comitato Interministeriale Prezzi. Nessun beneficio nelle tasche degli utenti, per ora, è atteso arrivare anche sul fronte delle bollette del gas. Il calo dei prezzi della materia prima (le quotazioni del metano sono collegate a quelle del greggio) dovrebbe comportare un calo inferiore alla “soglia di invarianza“, al tetto cioè oltre il quale la variazione viene trasferita sui prezzi dei clienti finali. Tornando al Cip6, questo pesa sulle bollette degli italiani rappresentando una voce della tariffa finale. Una voce che nei trimestri scorsi era stata utilizzata come ammortizzatore per compensare le fiammate del greggio, evitando bruschi rincari della luce e del gas. Aumenti ben più alti cioè di quelli che sono stati trasferiti al consumo. Il sistema elettrico avrebbe così registrato un deficit dei fondi destinati, sotto forma di incentivi, ad alcune tipologie di produzione elettrica. Per una ammontare complessivo che – secondo recenti stime di settore – per il solo 2006 si agirebbe intorno ai 2 miliardi di euro. E di questi 1,2 miliardi riguarderebbe proprio il Cip 6 che ora dovrebbe essere recuperato, girando alla copertura del fondo ad hoc gli spazi di discesa delle tariffe che si sono creati grazie all`allentamento delle tensioni sulle quotazioni internazionali della materia prima. “A rimetterci sono sempre gli utenti“. è questo il commento del Codacons alla mancata discesa delle bollette, prevista a gennaio, per via della necessità di recuperare fondi per la copertura di alcuni extra-costi. E invita il Governo a intervenire.

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