20 Marzo 2014

Protesi pericolose ma i medici tacciono Gradiscano fa causa

Protesi pericolose ma i medici tacciono Gradiscano fa causa

Il caso del cinquantadueenne gradiscano non è purtroppo isolato. Negli anni scorsi sotto accusa sono state poste anche le protesi all’ anca prodotte dal colosso americano De Puy-Johnson&Johnson. Il Codacons diffidando le Asl di tutta Italia per omissione di informazioni nei confronti di coloro che furono operati all’ anca con tali protesi e aveva invitato i pazienti ad effettuare esami di controllo dei livelli di cromo e cobalto. di Stefano Bizzi

GRADISCA Per due anni si è sottoposto a esami di ogni genere per capire l’ origine dei dolori che lo affliggevano. I valori del sangue e delle urine erano completamente sballati e nessuno sapeva il perché. Alla fine ha scoperto che a causarli era un’ infiammazione provocata dalla protesi d’ anca che gli era stata impiantata alla gamba destra nel 2004 all’ ospedale di San Vito al Tagliamento. Per evitare quel calvario, sarebbe bastato che i medici lo avessero informato dei possibili effetti collaterali dell’ innesto. Protagonista della vicenda è un gradiscano oggi cinquantaduenne. Più del risarcimento, vuole giustizia anche a nome degli altri pazienti, magari ancora ignari di quello che sta accadendo loro. Chiede che tutti vengano informati delle possibili complicazioni causate dalle protesi difettose impiantate. I suoi legali, l’ avvocato Roberto Ziani e la dottoressa Angela Giagnorio hanno presentato ricorso all’ istanza di archiviazione depositata nel dicembre al Tribunale di Pordenone. A prescindere dalla richiesta di condanna, viene chiesta la salvaguardia dei pazienti. La questione non riguarda infatti un intervento eseguito male. Il punto è che i pazienti non sarebbero stati informati adeguatamente sui rischi dell’ impianto. Il cinquantaduenne gradiscano è mosso da un forte senso di giustizia e, se necessario, è pronto ad andare fino in Cassazione. Dieci anni fa gli sono state impiantate sia all’ anca destra, sia all’ anca sinistra cupole e teste Durom in metasul, allora prodotte dalla Sulzermedica (società poi acquisita dalla Zimmer). Nel 2010 ha cominciato ad avere forti dolori. È tornato a San Vito, ma nessuno gli avrebbe dato le risposte sperate. Alla fine si è scoperto che aveva uno pseudo-tumor all’ anca destra provocato dallo sfregamento tra la coppa e la testa. In seguito all’ azione meccanica il metallo rilasciava ioni di cobalto, cromo e nichel. In questo modo si è creata una vera e propria intossicazione da metalli pesanti con conseguenti problemi di tipo neurologico e muscolare. Alla fine è stato operato a Gorizia nell’ aprile del 2012. Il 28 maggio ci sarà l’ udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero. Secondo i legali dell’ uomo il fenomeno era ampiamente conosciuto, della tossicità locale e sistemica provocate da quel tipo di protesi se ne parla almeno dal 2001. È citata nella Rivista scientifica italiana di ortopedia, però nessuno ha mai avvisato i pazientid della possibilità di sarcomi o leucemie. L’ ipotesi di reato è lesioni gravissime pluriaggravate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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