19 Aprile 2013

Protesi dannose al seno, decide il gip

Protesi dannose al seno, decide il gip

        

ESATTAMENTE un anno fa, fu operata in una clinica privata del pistoiese. Le furono rimosse, da entrambi i seni, le protesi al silicone. Si erano rotte dopo l’ inserimento, avvenuto nel 2004, all’ interno della stessa struttura. La signora, una quarantenne pistoiese, si rivolse al Codacons che segue, nella nostra zona, anche un altro caso simile, mentre sono 280 in tutta Italia le donne che hanno avuto questo tipo di problema dopo l’ impianto di una protesi Pip al silicone e sono tutte assistite dallo staff legale del Codancons. Lo scandalo, come si ricorderà, scoppiò in Francia, nell’ aprile del 2010. Una fabbrica di protesi mammarie al silicone aveva ha utilizzato materia prima non conforme. Nel mirino le protesi Pip (Poly implant prothese), che avevano un tasso di rottura doppio. Furono allertate migliaia di donne. LA PROCURA, al termine delle indagini, aveva chiesto l’ archiviazione del caso, ma il legale dell’ associazione, avvocato Alessia Stabile del foro di Roma, ha presentato istanza di opposizione e il tribunale l’ ha accolta fissando per il 3 maggio prossimo l’ udienza, in camera di consiglio, per la discussione, davanti al giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci. «LA SIGNORA ? spiega il Codacons ? è una delle molte vittime cui è stata impiantata una protesi rivelatasi poi pericolosa per la salute umana. Insieme a molte altre, si è rivolta al Codacons per sporgere querela presso la Procura e ha avviato l’ azione risarcitoria promossa dall’ associazione». «I reati ipotizzati ? ci spiega quindi l’ avvocato Alessia Stabile ? vanno dalle lesioni alla omissione di controllo da parte del ministero. Sono a carico di tutti quei soggetti individuati dal pubblico ministero: dalla ditta produttrice, alla clinica, al ministero della Sanità stesso, del quale non esiste, in questa vicenda, un solo verbale di controllo sui presidi sanitari». «CONSIDERATA ? spiega infine il Codacons nella nota diffusa ieri ? la dimostrata tossicità del gel in silicone utilizzato in queste protesi, non conforme a quelli autorizzati dalla legge, la richiesta di archiviazione del caso appare del tutto immotivata. Per questo ci siamo opposti alla decisione del pm, riuscendo a far fissare una nuova udienza per far sì che proseguano le indagini sui danni fisici e psicologici subìti da chi si è visto impiantare una protesi pericolosa per la salute umana». lucia agati.

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