20 Luglio 2014

Protesi d’ anca difettose: indagati cinque dirigenti della De Puy

Protesi d’ anca difettose: indagati cinque dirigenti della De Puy

OTTAVIA GIUSTETTI DOPO anni di studi scientifici che ne denunciavano i difetti e dopo decine di pazienti operati che accusavano disturbi, il caso delle protesi d’ anca cosiddette «metallo su metallo» diventano oggetto di una inchiesta penale della procura di Torino che iscrive al registro degli indagati cinque amministratori della De Puy Italia (società che oggi fa parte del gruppo Johnson & Johnson) per frode e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute. L’ inchiesta è coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello il quale ha commissionato due perizie sulle protesi. Gli esiti confermano in pieno gli studi delle riviste scientifiche americane: non solo sono difettose ma anche potenzial- mente tossiche. I casi che sono allo studio della procura torinese sono una ventina. Ma la vicenda riguarda decine di migliaia di cittadini ogni anno ed è iniziata già da tempo, in particolare per quel che riguarda le protesi De Puy che dopo diverse denunce e, dopo che l’ azienda stessa ne aveva riscontrato i difetti, sono state ritirate dal commercio nel 2010. E adesso, in parte di questi casi, si sta procedendo con la sostituzione dell’ apparecchio con uno identico ma di nuova generazione. Il problema delle De Puy (e molto probabilmente anche delle altre protesi «metallo su metallo») è che possono provocare una complicanza chiamata metallosi. Le parti in metallo che ruotano una sull’ altra, infatti, fanno attrito, si usurano e rilasciano ioni di cromo, cobalto e nichel nel sangue e nei tessuti. Scompensi cardiaci e problemi ai reni sono alcune delle possibili conseguenze per la salute dei portatori. Il malfunzionamento infine, genera una perdita di stabilità e, dopo qualche tempo richiede la sostituzione con un nuovo apparecchio. La questione si trascina da tempo: il ministero e le autorità sanitarie di diverse Regioni italiane ne sono state investite, e associazioni di consumatori come il Codacons hanno dato battaglia in varie sedi. La De Puy so- spese la commercializzazione del modello nel 2010 ma alla procura di Torino risulta che l’ azienda fosse a conoscenza dei rischi già nel 2008, se è vero che da un test interno era emerso che su sei protesi ce n’ era almeno una difettosa. Nel 2013, oltre ad avvalersi dei Nas di Torino e del comando generale di Roma per censire tutti i casi e verificare l’ effettivo ritiro degli apparecchi dalla circolazione, Guariniello fece raccogliere dei dati: ne risultò che dal 2003 al 2010 almeno 1.500 portatori su 4.800 dovettero sottoporsi a un intervento di sostituzione. Non è la prima volta che le protesi d’ anca targate De Puy finiscono nel mirino di Guariniello. Nel 2001 scoppiò il caso degli apparecchi in polietilene che si sgretolavano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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