5 Aprile 2019

Protesi al seno

 

James Perugia
Quello che per molte donne rappresenta un sogno – avere il corpo che hanno sempre desiderato – potrebbe trasformarsi in un incubo. Da oggi infatti sono stati vietati in Francia, a titolo precauzionale, 13 modelli di impianti di protesi al seno perché sospettati di causare una rara forma di tumore. Una mossa che, in Italia, ha fatto richiedere dal ministro della Salute Giulia Grillo un parere urgente al Consiglio Superiore di Sanità (Css) su «protesi mammarie a superficie testurizzata e linfoma anaplastico a grandi cellule».
La decisione di ritirare dal mercato francese questi tipi di protesi è stata presa dall’Agenzia sanitaria francese per la sicurezza dei prodotti medici (Ansm) ed è connessa al rischio dell’insorgenza del linfoma anaplastico (rara forma turmorale). L’Ansm, che ha dato l’annuncio sul proprio sito, al momento non raccomanda l’espianto preventivo per le donne alle quali sono già state impiantate le protesi.
La notizia non è però nuova nel Belpaese, dato che la procura di Torino aveva già aperto un’inchiesta nelle settimane scorse in seguito ad un esposto presentato dal Codacons. Nell’atto di denuncia si chiedeva alla magistratura di acquisire le indagini già svolte dall’Ansm: ora il sostituto procuratore Delia Boschetto ha aperto una formale inchiesta, procedendo per i reati di frode in commercio ed immissione in commercio di prodotti pericolosi. In Italia sarebbero 41 i casi di linfoma anaplastico a grandi cellule (Alcl) segnalati dal 2010 a marzo 2019, su un totale di circa 411.000 protesi impiantate. Nel mondo si stimano circa 800 casi di questo raro tumore su 10-35 milioni di pazienti che si sono sottoposte al relativo intervento.
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