5 Settembre 2012

Protesi al seno: respinto il ricorso del Ministero contro Codacons

Protesi al seno: respinto il ricorso del Ministero contro Codacons

Roma. Tutte le donne che non si sentano sicure e vogliano procedere all’ espianto delle protesi al seno Pip, devono poterlo fare a carico del Servizio Sanitario Nazionale, anche senza esplicita prescrizione medica. È questo l’ orientamento che emerge da un’ ordinanza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dal Ministero della Salute contro il Codacons. Tornano così alla ribalta le protesi mammarie – di produzione francese e importate in Italia – già più volte finite nell’ occhio del ciclone perché accusate di essere dannose e di provocare infiammazioni. Un capitolo di questa storia lo ha aperto il Codacons, quando si è rivolto al Tar del Lazio contro un provvedimento emanato dal Ministero della Salute che, tra le altre cose, prevedeva l’ espianto delle protesi non idonee a carico del Sistema Sanitario Nazionale solo in presenza di danni fisici o di precisa indicazione medica. Lo scorso 30 aprile il Tar ha accolto la richiesta avanzata dall’ associazione dei consumatori, invitando il ministero a modificare entro 20 giorni il provvedimento e a valutare, in particolare, la possibilità di estendere i principi stabiliti dal Servizio Sanitario Nazionale alle donne che lo richiedano. Ma il ministero ha fatto appello e ha impugnato questa decisione di fronte al Consiglio di Stato che, con ordinanza dell’ 1 settembre, ha comunque ribadito la linea già tracciata dal Tar e ha fissato per il prossimo 18 dicembre la trattazione nel merito del ricorso. Per il Consiglio non si «ravvisano ragioni» per modificare la decisione del Tar che per ora viene dunque confermata, lasciando «a carico delle Amministrazioni attuali appellanti (cioè il ministero, ndr) il solo riesame del provvedimento impugnato, con eventuale formazione di liste d’ attesa “in coda” alle preesistenti». Resta valida, cioè, l’ istanza al ministero perché modifichi il proprio testo e faccia sì che tutte le donne che lo richiedano, indipendentemente da una prescrizione medica, possano mettersi in lista d’ attesa per avere l’ espianto a carico del Servizio Nazionale. «Anche la sola paura di possibili effetti negativi per la salute – osserva il presidente del Codacons Carlo Rienzi – è motivo sufficiente per ottenere l’ espianto delle protesi Pip e il reimpianto di altre protesi a carico del Ssn». Eva Bosco
 

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