28 Dicembre 2011

Protesi al seno, gaffe del Codacons «Scuse all’ Istituto Tumori, è lo Ieo»  

Protesi al seno, gaffe del Codacons «Scuse all’ Istituto Tumori, è lo Ieo»
 

MILANO PROTESI PER IL SENO , è polemica. Al centro dello scontro, le contestate protesi mammarie in silicone prodotte dall’ azienda francese Pip. Prima il Codacons attacca, sbagliando, l’ Istituto nazionale dei Tumori, poi corregge il tiro e tira in ballo lo Ieo. Andiamo per ordine. Due giorni fa, l’ associazione dei consumatori denuncia: sarebbero «decine di migliaia le donne che in Italia sono state sottoposte ad impianto» di protesi Pip. E preannuncia un esposto a 104 Procure in tutta Italia e una class action per il risarcimento dei danni. Nel contestare il dato ufficiale sinora fornito (4.300 casi), il Codacons parla anche del centro di via Venezian: «In base a indiscrezioni da noi raccolte, fino al 2007 l’ Istituto nazionale dei tumori avrebbe utilizzato unicamente tali protesi per le operazioni al seno». Non si fa attendere la replica dell’ Int: «Abbiamo letto con sconcerto – spiega il direttore Gerolamo Corno – la grave affermazione di Codacons. A tutela della tranquillità delle migliaia di pazienti, si sottolinea che le protesi della dittà francese Pip non sono mai state utilizzate dall’ Istituto dal 1997 a oggi». Quindi, «l’ istituto si riserva di adire le vie legali nei confronti di Codacons per aver suscitato con tali affermazioni panico tra le pazienti e grave danno d’ immagine». A stretto giro di posta, arrivano le scuse dell’ associazione, che «intendeva fare riferimento all’ Ieo di Milano (Istituto europeo di oncologia). Tale istituto – prosegue la nota – ha impiantato per un periodo di tempo le protesi Pip al centro dello scandalo sanitario». Infine, la precisazione dello Ieo, affidata a una nota diffusa sul sito web: sono in tutto 621 le protesi Pip usate dall’ istituto in tre anni; l’ Irccs ha smesso di usarle nel 2006. E le donne a cui sono state impiantate «sono state già ricontattate nel 2010» e invitate «a recarsi presso lo Ieo per effettuare gratuitamente un’ ecografia mammaria e una visita con il chirurgo plastico».

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