27 Dicembre 2011

Protesi a rischio Codacons pronto a class action  

Protesi a rischio Codacons pronto a class action

ROMA Class action in vista per la vicenda delle protesi prodotte dall’ azienda francese «Pip» e considerate a rischio. Sarebbero infatti «decine di migliaia le donne che in Italia sono state sottoposte a impianto» di questo tipo di protesi. A dirlo è il Codacons che, lanciando l’ azione collettiva, ha contestato il dato ufficiale finora fornito, secondo il quale sarebbero solo 4.300 le pazienti coinvolte. Lo stesso Codacons oggi presenterà inoltre un esposto a 104 Procure. La situazione è tenuta sotto controllo dal gruppo ad hoc, già operante nell’ ambito del Consiglio superiore di sanità. Il gruppo tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per esaminare ed elaborare protocolli per la gestione clinica dei casi. Nel frattempo ? si è appreso ? non ci sono motivi di allarme né segnalazioni. In Italia, ha ribadito il ministero della Salute, «non ci sono le premesse per creare allarmismi sulle protesi mammarie, in quanto non esistono prove di un legame tra le protesi “Pip” e l’ insorgere di tumori, ma esiste solo una maggiore probabilità di rottura delle stesse». Da parte loro le Regioni stanno già lavorando secondo le indicazioni del ministero, che ha chiesto di identificare tutte le strutture che hanno acquistato e utilizzato protesi «Pip». («Poly implant prothese»,) mentre i comandi dei carabinieri dei Nuclei antisofisticazione di tutta Italia stanno effettuando verifiche presso i distributori di dispositivi medici per rintracciare i centri e i professionisti che potrebbero aver acquistato e utilizzato le protesi ora sotto accusa. In Italia dal 2001 al 2010 sono stati effettuati, come risulta dalla banca dati del ministero, 121.699 interventi di mammoplastica di ingrandimento e di ricostruzione totale della mammella.

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