18 Gennaio 2011

PROSTITUZIONE, MILANO, RETE CINESE DI MASSAGGI HARD, 3 ARRESTI

Milano, 18 gennaio 2011 – "Plaudo all’ iniziativa della magistratura e della Polizia di Stato che ha portato a scoprire una rete di prostituzione dietro i centri massaggi. A Milano ne risultano in attività 388. Nel 1995 erano solo 4. Una crescita più che anomala, in 15 anni +9600%. E nel 2010 si sono registrate 117 nuove aperture (circa una ogni 48 ore). La maggior parte, 77, sono gestiti da cittadini cinesi e impiegano ragazze cinesi. La Polizia Locale ne ha sequestrati 7 per attività di prostituzione nelle vie Lomazzo, Giordano Bruno, Venini, Gluck, Anfossi, Teodosio e Inama. In questi ultimi due esercizi, i sigilli sono stati posti a seguito di indagini durate 4 mesi, coordinate dal sostituto procuratore Ester Nocera, e che ha visto impegnati 20 agenti della Polizia Locale. E recentemente per via Anfossi è arrivata anche la sentenza, emessa dal gip, a carico della tenutaria, una thailandese di 44 anni, condannata a 2 anni di reclusione per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione oltre al pagamento di 4 mila euro di multa più le spese processuali e di custodia cautelare". Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato in merito a una rete di centri massaggi a luci rosse di zona Cenisio-sempione, gestiti da cinesi, posti sequestro con un’ operazione della Polizia di Stato. "Che la prostituzione – spiega De Corato – sia ormai uno dei business della malavita cinese, insieme a clandestini e contraffazione, è un dato di fatto. Eppure solo pochi anni fa non si parlava di prostituzione cinese. Secondo un’ indagine recente condotta dal Codacons sui nuovi modi e i costi della prostituzione in tre delle maggiori città italiane, tra cui Milano, il sesso ‘ low cost’ è per lo più in mano ai cinesi che ne detengono il 35/40% dell’ intero mercato italiano. E in base al progetto accoglienza vittime della tratta gestito dal Comune (sostenuto grazie anche agli introiti delle multe antiprostituzione), per cui ogni anno vengono prese in carico circa 80 donne tolte dalle grinfie degli sfruttatori, le prostitute cinesi rappresentano il terzo gruppo più numeroso dopo le nigeriane e le romene". "La proliferazione dei centri massaggi – sottolinea De Corato – è esplosa con la liberalizzazione del commercio avviata dal decreto Bersani. E su cui il Comune non può far nulla per impedire le aperture, visto che non concede licenze commerciali ma viene solo informato dall’ avvenuta dichiarazione di inizio di attività produttiva. In assenza di una normativa che disciplini queste attività anche dal punto di vista orario, il Comune è intervenuto in alcune aree critiche con le ordinanze, che hanno imposto la chiusura anticipata alle 20 punendo le violazioni con 450 euro di multa. Finora sono una trentina le attività di questo tipo già sanzionate. E la Giunta, lo scorso ottobre, dopo avere informato la Regione Lombardia, competente in materia, ha approvato un regolamento che ha disciplinato l’ attività dei centri estetici imponendo regole più restrittive, necessaria qualifica professionale, sanzioni più pesanti che prevedono anche la chiusura temporanea. Il regolamento dovrà essere sottoposto all’ esame del Consiglio comunale".
 

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